Finalmente ho trovato un po' di tempo libero per scrivere sul blog. Queste ultime settimane sono state davvero stressanti causa tesi imminente.
Oggi voglio parlarvi di Bly Manor. Il seguito di Hill House. Questa serie l'ho vista ormai un bel po' di tempo fa quindi il mio sarà un commento a freddo. Difatti la mia opinione è leggermente cambiata rispetto a quando l'avevo appena terminato.
Ma andiamo per gradi. Bly Manor è il secondo capitolo di Hill House, tuttavia non segue le vicende della prima serie ma è appunto, una storia antologica, ovvero ogni stagione ha la propria trama autoconclusiva.
Io personalmente avevo amato Hill House (qui trovate la mia recensione), una delle serie più belle del 2019 e avevo moltissime aspettative per questo nuovo prodotto. Aspettative che in parte sono state deluse.
Bly Manor ci viene presentato come un prodotto horror, peccato che di horror non abbia nulla se non l'atmosfera gotica. Gira tutto intorno a questa casa in cui sono presenti degli spiriti che hanno tendenze omicida.
Appena ho terminato la visione ammetto di aver pensato che fosse una stagione decisamente inferiore rispetto alla prima, ma con il tempo ho capito che forse l'ho valutata in maniera sbagliata, che forse mi sono lasciata prendere dalle mie alte aspettative e che quindi la delusione sia derivata da quello.
In effetti, secondo me, bisogna lasciare da parte la definizione di Horror per questa serie e prenderla come dice Flora alla fine, come una storia d'amore. Se capovolgiamo la prospettiva e analizziamo Bly Manor come una semplice e pure storia romantica, la serie funziona.
Ovviamente restano alcune puntate noiose che hanno semplicemente allungato il brodo, alcuni fatti inspiegabili e complessivamente il mio giudizio non è migliorato di molto, ma vedendola sotto un altro punto di vista ha aiutato a trovare un senso al tempo perso a guardarla.
Quindi il mio voto è di 6/10.Probabilmente se avessi scritto questa recensione appena terminata il punteggio sarebbe stato di gran lunga inferiore, ma ciò mi ha permesso di rifletterci.
La consiglio a chi ha voglia di una storia d'amore con atmosfere dark e gotiche, non particolarmente adatta agli amanti dell'horror.
Emily in Paris è una nuova serie TV targata Netflix uscita da appena qualche giorno. Ispirata dal trailer che mostrava una splendida Parigi, abiti meravigliosi e Lily Collins, ho deciso di iniziarla.
Emily è un'addetta al marketing di un'importante agenzia americana, che si trasferisce a Parigi per motivi lavorativi e si trova ad affrontare le enormi differenze culturali tra i due paesi. La trama è veramente scontata, avendo accennato nel trailer "il diavolo veste Prada" e "Sex and the City" mi aspettavo qualcosa di più sugli abiti, che invece ho trovato piuttosto basilari (seppur molto belli).
Sinceramente ho pensato di abbandonarla alla quarta puntata, sia per la trama da fan fiction, sia per gli stereotipi che ho trovato davvero fuori luogo.
Avendo vissuto in Francia, e nella stessa Parigi per un determinato periodo della mia vita, tutto ciò che ho visto in questa serie l'ho trovato ridicolo. Gli stereotipi continui che vanno avanti per tutta la serie dipingono i parigini come un popolo scontroso,
senza voglia di lavorare e soprattutto la parte maschile ne esce fuori veramente male. Da un lato abbiamo Emily dipinta come un angelo americano che ovviamente è stakanovista e organizza non solo la sua vita ma quella di tutti quelli che le stanno attorno, dall'altro abbiamo i brutti e cattivi uomini francesi che tradiscono e ci provano costantemente con la protagonista.
Tutto ciò viene ripetuto in ogni puntata fino a diventare sfiancante per chi guarda e ridicolo.
Ovviamente è una serie gradevole se si esclude questo odio immotivato per i francesi.
La mia valutazione non può essere più di 6/10. Davvero, è stato irritante vedere
continuamente l'arroganza con cui Emily si ergeva su tutti.
La consiglio a chi ha voglia di una serie spensierata, una commedia romantica senza pretese.
Upload è una serie su Prime Video di appena 10 puntate della durata di circa 25/30 minuti.
La serie ruota intorno alle vicende di Nathan che dopo un incidente può decidere se effettuare l'upload oppure morire. E' ambientato in un futuro non molto lontano da noi, le persone agiate o ricche possono permettersi di Uploadarsi, ovvero la loro coscienza e il loro corpo viene trasportato in un universo gestito da persone ancora in vita (gli Angeli).
Nathan una volta scelto di Uploadare scoprirà alcune verità sulla sua presunta morte, ad aiutarlo l'Angelo (Nora) con cui vivrà anche dei momenti molto speciali.
La serie tv mi è piaciuta molto, nonostante il tema della vita dopo la morte sia stato già esplorato molteplici volte, ho trovato interessante il modo in cui è stato affrontato il tutto, con un lato umoristico molto accentuato che non fa pesare la visione.
La trama sembra quasi scontata, si capisce fin da subito che la "morte" di Nathan non sia casuale ma bensì programmata da qualcuno, la parte interessante è scoprire chi sia questo "qualcuno" visto che fino alla fine si hanno dubbi sull'identità e sui reali motivi.
Upload termina con un colpo di scena, questa fa ben sperare il proseguimento della storia con una seconda stagione.
Il lato divertente delle varie situazioni che si creano attraverso dei bug del sistema o semplicemente grazie all'intervento dei vari Angeli, è la chiave del telefilm. Quindi se desiderate un prodotto serio, che esplora le varie possibilità e limiti di una vita dopo la morte, vi sconsiglio questa serie tv. Se invece volete qualcosa di leggero ma che al contempo vi fa riflettere se sia veramente possibile avere una vita normale anche dopo la dipartita, è la serie che fa per voi.
Grazie a Disney+, ho avuto modo di riguardarmi dopo anni, Lizzie McGuire. La serie televisiva è stata mandata in onda su Italia 1 e credo che ogni ragazzino degli anni 90 l'abbia vista o almeno sentita nominare almeno una volta. La protagonista, Lizzie, è interpretata da una giovanissima Hilary Duff, è un'adolescente che affronta varie peripezie insieme ai suoi fidati amici, Gordo e Miranda e conosciamo anche la sua buffa famiglia. Il tutto poi ci viene raccontato sarcasticamente anche da una Lizzie versione animata che rappresenta i pensieri della fanciulla.
Sinceramente sono rimasta meravigliata dalla lunghezza della serie, difatti conta solamente due stagioni che attraversano un arco di tempo in realtà piuttosto ampio. Se nella prima stagione troviamo i ragazzi a 13 anni, alle prese con le scuole medie, nella seconda stagione questi passano presto dall'ultimo anno di medie al secondo di liceo.
L'atmosfera anni 90 si percepisce appieno attraverso gli abiti, lo stile e anche da alcuni oggetti, per chi come me è una romantica nostalgica, Lizzie McGuire mi ha fatto tornare indietro nel tempo in cui andavano di moda le bandane, i colori accesi, le zeppe, i jeans scolorati, i brillantini per capelli, le collanine girocollo. Un altro aspetto positivo è che ultimamente nelle serie adolescenziali vediamo sempre più spesso i ragazzi interpretati da ventenni o trentenni, che si comportano da adulti vissuti, in questa serie invece finalmente vediamo dei bambini che interpretano dei bambini, persino le tematiche (seppur in alcune puntate si affrontano temi importanti come i disturbi alimentari), sono i problemi tipici di un adolescente di 13 anni alle prese con i primi amori, i primi baci, i primi litigi, il primo reggiseno.
Ma se vi chiedete come finisce la serie, bhe potreste rimanere delusi. In effetti non ha una vera e propria fine, Lizzie inizia ad accorgersi nelle ultime puntate di provare qualcosa per il suo amico Gordo ma in effetti non accade nulla di sensazionale. Per avere una fine degna di una serie tv, ovviamente dovrete guardare il film "lizzie McGuire da liceale a popstar".
Consiglio Lizzie McGuire a chiunque ha voglia di fare un tuffo nel passato, a chi cerca una serie per i propri figli e a chiunque voglia farsi quattro risate e passare una ventina di minuti piacevoli in compagnia di Hilary Duff.
La mia valutazione è: 9/10
Defending Jacob è una nuova serie ti di Apple TV. 8 puntate in tutto della durata di 50 minuti circa (ad esclusione dell’ultima) in cui troviamo come protagonisti moltissime facce conosciute, in primis Chris Evans (Il nostro fedele Captain America), Michelle Dockery(se avete visto Downton Abbey e Lady Mary) e Jaeden Martell (Bill nella nuova trasposizione di It). Con questo cast non potevo certo lasciarmela sfuggire ed è stata la scelta migliore che potessi fare.
Defending Jacob ci racconta la storia di una famiglia modello che viene stravolta a seguito di un’accusa per omicidio. Tutto viene stravolto, tutte ciò in cui credevano viene scardinato. Bugie innocenti diventano macigni, durante il processo viene tutto a galla e le ansie e paure incombono sulla loro famiglia notte e giorno.
In questo clima disperato, si cerca una luce, una speranza per il futuro, ma purtroppo essa viene costantemente infranta.
Ho iniziato questa serie tv esclusivamente per Chris Evans e Michelle, lo ammetto, tuttavia fin dalla prima puntata ho capito che poteva avere del potenziale e difatti così è stato. Ho amato tutto, dall’interpretazione, all’atmosfera, al senso continuo di inquietudine e di suspence, ho apprezzato estremamente la sigla, la storia, com’è stata narrata. Davvero, non ho trovato un solo difetto. Finalmente troviamo una serie con una storia avvincente, con attori che sanno recitare e che meritano moltissimi premi. Il personaggio di Chris Evans, Andy Barber, è un personaggio molto complesso e lo vediamo farsi carico di ogni preoccupazione della famiglia fino al crollo. Michelle, Laurie nel telefilm, invece sembra andare avanti quasi come un fantasma per tutto l’arco narrativo, viene sopraffatta da ciò che le accade, cerca in tutti i modi di affrontarla ma alla fine è destinata a cedere. Jacob, d’altro canto, rimane il personaggio più misterioso, non sappiamo bene cosa pensa, come vive la situazione, sembra quasi incurante di ciò che accade alla sua famiglia.
Ho trovato queste diverse sfaccettature di affrontare una situazione molto realistiche, mi sono chiesta più volte se nella loro situazione mi sarei comportata come Andy o Laurie. Ma la risposta è che non c’è un modo giusto o sbagliato di affrontare una situazione assurda come questa. La vulnerabilità dei singoli personaggi emerge in ogni episodio tanto da entrare in empatia con loro.
Io lo consiglio a tutti coloro che vogliono una serie ti di qualità, qualcosa che intriga e che ci tiene incollati allo schermo per scoprire la verità, un prodotto ottimo. Valutazione: 10/10
Qui potete trovare il romanzo da cui è tratto:
Ho finalmente concluso la visione di questa serie tv che si ispira alla trilogia di Mr. Mercedes di Stephen King. Dico finalmente poiché quest'ultima stagione l'ho abbandonata qualche mese fa e ripresa solo l'altro ieri. Se ancora non l'avete vista,vi consiglio di passare alla recensione della prima stagione cliccando qui.
Ma torniamo a quest'ultima stagione, se avete letto i libri, la terza stagione parla del secondo libro della trilogia ovvero "Chi perde paga", difatti c'è stato un cambio di temporalità tra serie e libri. Nella seconda stagione quindi abbiamo trovato, a grandissime linee, l'ultimo libro "Fine Turno".
La seconda stagione conclude il ciclo di Brady, si distacca di molto rispetto al libro ma nel complesso mi è piaciuta. Ma ora passiamo alla terza stagione, di cui sicuramente ho molta più memoria, avendola terminata ieri sera.
Quest'ultima stagione riprende abbastanza fedelmente il libro, l'ho trovata molto più truce e pesante delle altre due, alcune scene sono davvero forti e non è sicuramente destinata ai deboli di stomaco. Ho trovato un po' sottotono il "cattivo" della situazione, abituati a Brady (fenomenale nelle prime due), qui Morris non riesce ad emergere, sovrastato invece da Alma, interpretata da Kate Mulgrew (Red in Orange is the new Black), che diventa il vero Villain della situazione.
Ho fatto un po' fatica a terminarlo data la pesantezza degli episodi, Bill Hodges viene messo da parte per fare spazio a Holly e al processo di Lou. Se ho apprezzato la storyline di Holly, quella di Lou l'ho trovata piuttosto fuori tema, Mr. Mercedes ovviamente farà sempre parte delle loro vite in un modo o in un altro, volerlo aggiungere in ogni puntata attraverso l'espediente della malattia mentale di Lou mi è sembrato un po' troppo.
Ma in fin dei conti resta un ottima trasposizione dei romanzi di King, sicuramente questa terza stagione è stata penalizzata per l'arco temporale che non rispetta il libro, sembra quasi che volessero cambiare storia ma allo stesso tempo tentassero di aggrapparsi in ogni modo a Brady.
Sicuramente vi consiglio di vederla,le prime due stagioni sono davvero ben fatte e riuscite.
Valutazione: 7/10
The Outsider è l'ultima serie tv uscita ispirata ad un libro di King. Se volete qui trovate la recensione del libro da cui è tratta.
La serie è composta di 10 episodi, è stata trasmessa su Sky ed è di HBO. Ovviamente HBO è una garanzia per la qualità delle serie tv e dal momento che ho amato particolarmente anche il libro, avevo grandissime aspettative.
Vi dirò, sono rimasta piacevolmente stupita dalla bellezza del prodotto, seppur con alcuni cambiamenti alla trama (molto irrilevanti) riesce a trasmettere le stesse emozioni e a rispettare il libro.
Se avete letto il libro ovviamente saprete già la soluzione, chi si cela dietro l'uccisione di Frankie Peterson. Tuttavia la serie riesce a tenere incollati allo schermo fino al momento della rivelazione da parte di Holly. Una rilevazione del tutto inaspettata, che lascerà moltissimi interrogativi ai detective.
Holly, per chi è esperto di King, è un personaggio davvero interessante. Coprotagonista nella saga di Mr Mercedes, in The Outsider sarà una spalla per scoprire il vero colpevole. Nella serie tv, non troviamo alcun collegamento con la Holly di Mr Mercedes, anzi è un personaggio completamente diverso e questo può far storcere il naso a chi vuole un prodotto fedele al libro. Tuttavia a me non è dispiaciuto il suo ruolo, credo che il distaccarsi radicalmente da Mr Mercedes abbia giovato il personaggio che non ha perso interesse bensì ha acquisito dei punti aggiungendo anche una traccia di mistero per capire chi fosse in realtà. L'atmosfera è decisamente azzeccata, è in linea con il romanzo e con cosa ci si aspetta da un prodotto di King. La parte soprannaturale è ampiamente discussa e trattata in maniera strategica.
Ho veramente apprezzato questa serie tv, davvero, finalmente un prodotto di King non snaturato. Io la consiglio a tutti gli amanti del Re e a chi interessa una serie cupa, dark e misteriosa.
La mia valutazione è: 9/10
Titolo: Tredici Autore: Jay Asher Editore: Mondadori Anno Pubblicazione: 2008 Numero Pagine: 237 Trama Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza per cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare... Recensione
Finalmente in questa quarantena ho trovato un po' di tempo per aggiornare il blog. Oggi infatti voglio parlarvi di un libro che qualche anno fa ha spopolato, ovvero Tredici di Jay Asher.
Ovviamente è diventato famosissimo dopo la messa in onda della serie tv omonima visibile su Netflix. Io personalmente ho adorato la prima stagione (le altre le ho trovate totalmente inutili, inconcludenti e davvero pessime, ma questo è un altro discorso) quindi il libro era sulla mia lista da parecchio.
Ma arriviamo al dunque, il libro è narrato in prima persona, ci troviamo quindi con il punto di vista di Clay che si ritrova davanti casa una scatola di scarpe piene di cassette. In queste cassette troviamo la voce di Hannah una ragazza morta suicida. Hannah ci narrerà ciò che l'ha portata a questa scelta così drastica.
Nella serie tv, Clay ascolterà le cassette molto lentamente, impiegando dei giorni interi (ovviamente per far fronte alla lunghezza degli episodi), nel libro ciò non accade, le ascolta tutte in una notte e sinceramente qui ho preferito l'andamento della serie tv. Il rapporto tra Clay ed Hannah è molto più intenso e profondo nella serie piuttosto che nel libro, dove troviamo il nostro Clay che ascolta speditamente le cassette senza permettergli di approfondire o di incanalare tutte le emozioni che lo travolgono.
Ma a parte questo dettaglio per cui ci sembra quasi una corsa per ascoltarle tutte, ho trovato il libro molto simile alla serie tv, entriamo in simbiosi con Clay, tifiamo per lui, cerchiamo di capire cosa abbia fatto lui di male e questo ci spinge a girare una pagina dopo l'altra per finirlo.
E' un libro molto introverso, quasi come in un flusso di coscienza, ci troviamo a immedesimarci in Clay.
A me è piaciuto molto, d'altronde come la prima stagione di 13 (davvero cancelliamo le altre), non so sinceramente se avrei apprezzato lo stesso il libro senza aver visto la serie tv perché il personaggio di Hannah è davvero accennato, la sentiamo solamente attraverso le cassette ed è difficile empatizzare con lei attraverso la lettura. Valutazione:
Finalmente dopo una serie di telefilm osceni, seguiti che mi hanno annoiato, ho trovato un prodotto decente. Ragnarok è uscito il 31 gennaio su Netflix, prevede soltanto 6 puntate di circa 1 ora ciascuna. E' una serie tv norvegese e parla per l'appunto dei dei norvegesi (Thor, Loki, Odino ecc..)
Se siete amanti di queste divinità nordiche, se amate i paesaggi della Norvegia, se volete una serie che parla di adolescenti ma non nel solito modo, questa serie fa decisamente per voi!
Vediamo un giovane ragazzo dislessico alle prese con dei nuovi poteri, riesce a correre velocissimo, ha una forza oltre la norma e addirittura non ha più bisogno degli occhiali per vedere. E' appena ritornato nella sua città natale, per via del nuovo lavoro della madre, non conosce nessuno e la dislessia non aiuta nel fare amicizia, in più questi nuovi poteri sono inspiegabili.
Come reagirà il nostro giovane Magne scoprendo di essere niente di meno che Thor?
Ovviamente la prima stagione si basa sulla scoperta di questo nuovo e straordinario mondo, a cui però ad oggi sono a comando i nemici giurati delle divinità, ovvero i giganti. Magne riuscirà a domare e comprendere i propri poteri? Si scontrerà con i propri nemici?
Per scoprirlo vi basterà guardare la serie. Ho veramente apprezzato sia l'ambientazione che le tematiche trattate, sono riusciti ad amalgamare perfettamente la storia delle divinità con la questione ambientale che ad oggi è uno degli argomenti più importanti nel nostro mondo. Essendo poi un'amante della Marvel, avevo già qualche conoscenza base su Thor, Loki ecc e questo mi ha permesso di cogliere meglio alcuni dettagli, tuttavia credo sia abbastanza chiaro anche per i meno esperti. Valutazione: 8.5/10
Dracula è una mini serie di appena tre episodi uscita recentemente su Netflix.
Avendo da poco letto il romanzo, avevo delle aspettative molto elevate per questa nuova serie tv, soprattutto dal giudizio positivo derivante dal libro. Sono quindi partita carica di entusiasmo e la prima puntata della serie tv rispecchia, almeno in parte, il libro e difatti l'ho trovata la puntata migliore. Tuttavia le puntate successive sono state decisamente inferiori a ciò che mi aspettavo e vi annuncio immediatamente che il mio giudizio sarà molto basso. Ma partiamo per gradi...
Dracula inizia con la storia di Jonathan Harker che viene interrogato da una suora, che più avanti scopriremo essere Van Helsing, su alcuni strani fatti accaduti nel castello del conte. Tutta la prima puntata, racconterà della permanenza nel castello di Jonathan e del suo tentativo di fuga dopo aver scoperto la vera natura di Dracula. In questa puntata ho amato particolarmente le atmosfere dei luoghi e anche se non perfettamente in linea con il romanzo, i cambiamenti non mi hanno dato alcun fastidio ma anzi, l'idea di Van Helsing donna, del convento delle suore, della sfida al conte le ho trovate perfettamente in linea con l'idea. Ma questo porta necessariamente a trarre delle conclusioni, ovviamente la serie prenderà una strada diversa rispetto al romanzo, il protagonista Jonathan non sarà più al centro della rivolta contro il conte. E sinceramente potevo anche perdonare tutto ciò, ma le due puntate successive sono state davvero troppo.
Se passiamo oltre la seconda puntata che alla fine è servita per allungare il brodo, arriviamo alla terza che è ambientata nei giorni nostri.
Ok, va bene, potrebbe essere una buona reinterpretazione in chiave moderna, potrebbe essere una buona idea. Peccato che in realtà abbiano dovuto creare questa storia assurda di una società che vuole usare il sangue per non si saprà mai cosa, abbiano dovuto aggiungere il personaggio di Lucy del tutto inutile, abbiano spiegato la reale natura di Dracula che non ha senso se confrontata con le puntate precedenti e quindi il tutto viene buttato in caciara, come si suol dire dalle mie parti.
Davvero, tra l'avvocato di Dracula, il wifi, Lucy che incurante del pericolo si getta tra le sue braccia, Van Helsing che lo lascia fuggire tranquillamente, non so trovare un senso a questo delirio.
E non mi sarei mai aspettata l'esatta trasposizione del romanzo (anche se ci speravo), ma neanche terminare così un prodotto che era partito alla grande.
La mia valutazione è: 5/10, godibile se non avete letto il romanzo, se si guarda al lato poetico della serie e si scusano tanti problemi legati alla trama.
Ho iniziato Fleabag a seguito dei moltissimi giudizi positivi letti in vari social. Sono appena due stagioni di 6 episodi ciascuna visibili su Prime Video. La durata di appena 20/25 minuti fa sì che si possano vedere facilmente in una giornata facilitando il binge-watching.
Fleabag è una donna energica, con una vita sessuale frenetica, una caffetteria molto particolare, una migliore amica defunta e una famiglia disfunzionale.
La particolarità tuttavia è l'infrangersi della cosiddetta quarta parete, difatti molto spesso la donna commenta le vicende con noi telespettatori e altrettanto spesso guarda e ammicca alla telecamera.
Proprio per quest'ultima caratteristica, ho apprezzato moltissimo questa serie. L'ho trovata piacevole e interessante, seppur trattasse della deriva e dell'autodistruzione di Fleabag.
Infatti se all'apparenza possa sembrare una serie ironica e comica, nasconde questa vena di depressione e di autodistruzione della protagonista. Vi è una sorta di scalata verso il fondo della stessa che si ritrova sola, senza soldi e senza aiuto, per poi riemergere come una fenice nella seconda stagione. Nella seconda stagione difatti troviamo la protagonista alle prese con la sua nuova vita, finalmente la caffetteria dà un guadagno, sembra aver fatto pace con i demoni del passato e sembra aver chiarito anche con la sua famiglia.
Ma non è tutto rosa e fiori, anche qui ritroviamo un amore complicato ma finalmente è un amore vero e seppur con il suo finale è quello che dà la spinta giusta alla protagonista per ricominciare a vivere, ad affrontare serenamente la sua vita.
A quanto sembrerebbe, non ci sarà una terza stagione, anche perché effettivamente lo sviluppo del personaggio è stato esaurito, tornare con una nuova stagione significherebbe annullare il suo sviluppo e sarebbe ripetitivo.
Sinceramente l'ho trovata un'ottima compagnia, mi aspettavo di più ad esser sincera, ma è un prodotto originale, chiaro, ironico e reale.
La mia valutazione è: 8/10. Non posso dire sia diventata la mia serie preferita, probabilmente non è neanche nei primi 10, ma è un ottimo metodo per passare una piacevole giornata.
Oggi voglio parlarvi in breve di una serie tv che mi ha colpito molto soprattutto per il modo in cui tratta un argomento molto delicato come il cancro.
The Big C è una serie tv del 2010 disponibile su Amazon Video, composta da 4 stagioni, narra le
vicende di Cathy, una donna che ha scoperto di avere un cancro.
Seppur la trama può far sembrare la visione molto malinconica e triste, la storia di per sé prende una piega umoristica grazie ai personaggi.
Si ride e si piange, fino al termine delle puntate in cui il tutto prende un "lieto", se così si può definire, fine.
Cathy, come abbiamo detto in precedenza, scopre di avere un cancro, questo la rende una persona con una nuova consapevolezza che la porterà a stravolgere la propria vita. Cerca di nascondere la verità ai propri cari ma questo la porterà ad allontanarsi da tutti i suoi famigliari che non comprendono il suo cambio repentino.
All'interno delle stagioni, Cathy incontrerà una serie di personaggi davvero interessanti che porteranno la nostra protagonista ad affrontare la vita in maniera nuova.
Lo spirito di Cathy, la stranezza del fratello, il rapporto con il marito e il figlio adolescente sono le basi per questa serie tv. Il tema del cancro viene affrontato in maniera spensierata, ma non per questo in maniera meno significativa, si esorcizza così un tema particolarmente delicato e si affronta in maniera convincente.
Se cercate una serie tv conclusa e con poche puntate, che vi possa far ridere, piangere, gioire e soffrire allo stesso tempo, questa potrebbe fare per voi!
La mia valutazione è 8/10
Questa volta voglio parlarvi di una bellissima ed emozionante serie tv targata Amazon.
Modern Love è una serie antologica, ovvero ogni episodio è a sé stante, non vi è un ordine di visualizzazione (unico consiglio: guardate l'ottava puntata per ultima, essendoci un recap delle precedenti) ed ognuna racconta storie diverse con protagonisti differenti.
L'ho terminata in una giornata, le puntate sono brevi ed emozionanti, un prodotto per tutti i romantici, per chi vuole vivere 4 ore di puro amore e gioia.
Tuttavia può piacere anche a chi, come me, detesta le creazioni smielate e inverosimili, difatti si affrontano tutte le sfumature dell'amore, amicizia, amore platonico o famigliare.
Vi dirò, mi aveva già conquistato dal trailer, difatti lo avevo aggiunto nella mia lista, ancor prima che uscisse nel catalogo, la partecipazione di Anne Hathaway mi aveva incuriosito, e sono rimasta sorpresa. Ogni puntata vi farà emozionare in maniera diversa, preparate una scatola di fazzoletti accanto.
Non voglio parlarvi troppo delle singole puntate, raccontandovi la trama, credo che vi rovinerei questo piccolo viaggio amorevole, lasciatevi trasportare e vi stupirà scoprire come sia tutto collegato, seppur in minima parte.
Se dovessi stilare una classifica dei miei episodi preferiti, sarebbero questi: 1.Prendimi come sono, chiunque io sia. (episodio con Hathaway)
2.La corsa diventa più dolce vicino all'ultimo giro
3.Quando il portiere è il tuo migliore amico
4.Il suo era un mondo per una
5.Riunirsi per tenere vivo il gioco
6.Quando cupido è una giornalista indiscreta
7.In ospedale, una parentesi di lucidità
8.E così sembrava papà, ma era solo una cena, giusto?
Quest'ultimo nella lista, l'ho trovato davvero fuori tono e leggermente inquietante rispetto agli altri, questo devo dirlo.
E se doveste stilare voi una classifica, quali sono i vostri episodi preferiti?
La mia valutazione è: 9/10,davvero bella e interessante, peccato per quell'unico episodio che mi sarei risparmiata.
Criminal su Netflix è una nuova serie antologica divisa in 4 paesi, UK, Francia, Germania e Spagna.
Sul catalogo difatti troverete le varie serie separate. Ognuna di esse ha 3 puntate della durata di circa 40-50 minuti. Ovviamente essendo una serie antologica, la potete guardare nell'ordine che preferite.
Criminal è incentrata su una serie di interrogatori che avvengono all'interno di una stanza.
Tutti gli episodi si concentrano esclusivamente sulla stanza degli interrogatori, la vera ed unica protagonista di queste storie.
In ogni puntata vi è un caso da risolvere, un sospettato che viene interrogato, i secondi trascorrono segnati da un orologio rosso che scandisce il tempo, chi sarà il vero colpevole?
La suspence e la tensione sono tenuti alti per tutta la durata dell'episodio, non abbiamo mai conoscenze approfondite degli investigatori, sappiamo che in Criminal UK è iniziato un flirt, in France qualcuno deve essere sospeso, in Germany una detective è incinta ecc ma niente di più. Proprio perché la vera protagonista è la stanza, le loro figure sono solo marginali, servono per dare solo un contesto.
I finali delle miniserie tengono tutti sul fiato sospeso, così come il destino dei sospettati, è tutto trattato in maniera marginale ma allo stesso tempo viene approfondito il ruolo dell'interrogatorio, gli stratagemmi, la dialettica del corpo, le espressioni verbali. E' tutto concentrato su quello che in genere nelle serie tv viene tralasciato, è proprio questa la grande differenza di Criminal.
Io sinceramente ve la consiglio, se vi interessa il genere crime, gli interrogatori e un prodotto ricco di tensione, è la serie che fa per voi.
La mia personale classifica vede in prima posizione Criminal France, Uk al secondo posto e a seguire Germany e Spain. Sinceramente non riesco a capire se lo scemare dell'entusiasmo sia dovuto al riproporre lo stesso schema (seppur con indagini differenti) o al carisma degli attori.
Ora scegliete un paese dal quale cominciare (non vi è un ordine) e immergetevi nel rettangolo rosso della nuova serie Netflix. La mia valutazione è 8/10, ho trovato un prodotto nuovo, qualcosa che non avevamo mai visto, ma la ripetitività dello schema può annoiare.
Ho comprato qualche settimana fa i cofanetti della mia serie tv preferita, ovvero Scrubs. Ho quindi iniziato l'ennesimo rewatch e ho deciso di stilare una classifica delle 10 puntate più belle,ovviamente secondo me.
Certamente ci saranno SPOILER, quindi se non lo avete visto, state alla larga da questo post.
Ci sono talmente tante puntate speciali e bellissime che scegliere è stata durissima. Ma SCRUBS è LA serie tv per eccellenza! 1.La mia signora 1x04
Scrubs come sapete non è solo una serie comedy, già dalla quarta puntata possiamo comprenderlo benissimo. La prima volta che il nostro JD e compagni si ritrovano a che fare con la morte dei loro pazienti. Il monologo con Alleluja di sottofondo è commovente.
"Dicono che dei nostri pazienti uno su tre muore qui, ma ci sono giorni in cui va anche peggio e in giorni così il meglio che si possa sperare è avere imparato qualcosa, qualunque cosa, anche di poco conto, anche solo a prendersi il tempo per sdraiarsi sul prato e pensare a tutte le cose che devi ancora fare"
2.Le mie vanterie a letto 1x15
I monologhi del dr.Cox sono sempre speciali,ognuno di loro ci resta dentro, questo più degli altri. La sua descrizione sui rapporti, lo vediamo per la prima volta confidarsi.
"Le coppie veramente giuste sguazzano in mezzo alla stessa merda di tutti gli altri, la grossa differenza è che non si lasciano sommergere.Uno dei due si farà forza e ogni volta che occorre lotterà per quel rapporto. Se è giusto e se sono molto fortunati, uno dei due dirà qualcosa"
3.La mia BSC 2x18
JD che si sfoga per la sua solitudine e va contro i suoi stessi amici che non lo comprendono.
"Non credo che le persone siano fatte per stare sole, è per questo che se trovi qualcuno a cui tieni sul serio devi lasciare perdere le cose di poco conto, anche se magari non riesci a mollare del tutto, perché niente è peggio che sentirsi soli... pur avendo un sacco di persone attorno."
4.Il mio disastro 3x14
Come non piangere ed essere disperati in questa puntata? La morte di Ben fa piangere ogni volta, il "dove crede che siamo?" di JD rivolto al suo idolo è un colpo al cuore.
5.Il mio pranzo 5x20
Questa puntata mi è rimasta nel cuore, se ripenso a una puntata triste, in cui ho pianto lacrime amare è questa, how to save a life di sottofondo è il tocco magico.
Un errore del dr.Cox costa la vita a tre persone.
"Se inizi a sentirti in colpa per la morte delle persone non torni più indietro"
6.Il crollo del mio idolo 5x21
Dopo aver perso i suoi tre pazienti (vedi sopra) il dr.Cox ha un crollo emotivo e morale, l'unico in grado di aiutarlo sembrerebbe JD ma fino alla fine vediamo che lo evita. Anche questa puntata è un seguirsi di emozioni uniche.
"Comunque ho cercato di convincermi che la ragione per cui non sono venuto qui prima è che ti sei presentato ubriaco al lavoro, ma non è per questo: io avevo paura. Credo che dopo tutto questo tempo io ti veda ancora come il grande supereroe che mi tira fuori da qualsiasi guaio. Ne avevo bisogno: ma questo è un mio problema, lo so e me lo gestirò da solo. Credo di essere venuto qui per dirti quanto sono orgoglioso di te. Non perché hai fatto del tuo meglio coi tuoi pazienti, ma perché dopo 20 anni che fai il medico, quando le cose vanno storte, per te è ancora un duro colpo. E devo dirtelo amico, insomma, sei il dottore che vorrei essere io."
7.Il mio lungo addio 6x15
Chi se lo sarebbe mai aspettato che all'interno di una comedy (seppur unica nel suo genere) sarebbe morto uno dei personaggi secondari amati?
"Chiedetelo a qualsiasi dottore, a volte sembra che i pazienti resistano fino al momento in cui tutti hanno avuto la possibilità di dir loro addio."
8.La mia fortuna sfacciata 7x10
Il dr.Kelso è uno dei personaggi più profondi, si è sempre dimostrato un mostro, un diavolo che pensa soltanto a far soldi. E in questa puntata ci stupisce.
9.La mia anima in fiamme 8x15
Insomma si sa che l'amore tra JD e Elliot è sempre stato un amore tormentato ma alla fine ci siamo sempre ritrovati tutti a fare il tifo per loro due. E questa puntata finalmente ce lo dimostra!
"Senti, Elliot, io non so se è possibile riuscire ad esprimere a parole il mio forte sentimento per te, ma credo di doverci provare: io non avrei mai immaginato di poter trovare qualcuno da amare quanto amo te. Io ti amo più di qualsiasi altra cosa in tutto il mondo. Elliot... Io ti amo più di Turk! Lo so, è difficile ammetterlo. [...] Guardami... Sei la donna dei miei sogni!"
10. Il mio finale 8x19
Il finale di Scrubs è il finale di serie più bello, perfetto, commovente di qualunque altra cosa. Non c'è altro da dire se non ascoltare le parole di JD.
Se volete una serie tv bella, intensa, tratta da una storia vera, Unbelievable è la serie Netflix (appena
uscita) che fa per voi.
Con 8 episodi della durata di 40 minuti circa, racconta la storia, purtroppo vera, di uno stupratore seriale e la tenacia di due detective per trovarlo. Parallelamente, abbiamo la storia di Marie, vittima dello stupratore, non creduta e addirittura denunciata per falsa testimonianza.
E' una serie che fa rabbia, vedere come spesso vengono trattate le vittime di stupro, spesso non comprese neanche dalle altre donne. Marie era una ragazzina fragile ed è stata usata ogni sua debolezza per tacciarla di falso e mandarla via. Forse era più semplice credere che una ragazza si è inventata per filo e per segno uno stupro, piuttosto che credere che esista un uomo capace di entrare di soppiatto in casa di sconosciute?
Purtroppo è quello che accade ancora oggi, la storia si riferisce al non lontano 2011, eppure dopo 8 anni ancora niente è cambiato. Molto spesso se vengono accusati dei militari o degli uomini dell'alta società la vittima non viene creduta, per alcune persone è troppo difficile ammettere che quello che credono di conoscere attraverso uno schermo del televisore sia in grado di essere un tale mostro. La storia di Me Too è proprio questa, ogni singolo uomo accusato è stato difeso a spada tratta da moltissimi, fino ad esultare quando cadono le accuse per mancanza di prove o per denunce ritirate (Sì mi sto riferendo a Kevin Spacey).
Questa mini serie tende a far riflettere proprio su questo, ogni vittima si può comportare in maniera diversa (vediamo una Marie quasi allegra il giorno dopo) ma questo non implica che non sia accaduto, moltissime donne reagiscono in maniera completamente diversa per autodifesa. Quello che accomuna tutte loro è la vita spezzata, dopo lo stupro nessuna di loro ha più una vita normale.
Gli attori mi sono piaciuti molto nel loro ruolo, la serie coinvolge ma non stanca, colpisce al cuore.
La mia valutazione è 8.5/10. Ovviamente deve piacere il genere, ma io ve la consiglio vivamente.
The I-Land è una nuova serie Netflix, uscita appena ieri mattina. I 7 episodi hanno una durata di 40 minuti circa.
The I-Land dal trailer può sembrare molto simile a Lost: delle persone si ritrovano su un'isola deserta misteriosa. I naufraghi non presentano nessun tipo di ferite, non ricordano nulla della loro vita, nemmeno il nome e non sanno come siano finiti sull'isola. L'unica consolazione sono degli oggetti per la sopravvivenza, trovati accanto ad ognuno di loro.
Ben presto, forse anche troppo per i miei gusti, nascono delle antipatie tra i naufraghi che portano, inevitabilmente, a degli scontri.
Già, nella terza puntata, ci rendiamo conto che tutto ciò che sta accadendo sull'isola è inspiegabile e la soluzione è molto semplice: l'isola fa parte di un'esperimento che coinvolge alcuni criminali, in realtà è tutta una finzione. Se vorrete guardarlo, vi accorgerete che questa è solo la punta dell'iceberg, visto che in realtà la verità è ancora più profonda.
La trama di per sé è molto bella, complicata e profonda: quant'è lecito sperimentare su dei criminali? Quant'è lecito eliminare la loro dignità e identità per degli scopi economici? Anche se, come si evince dalle puntate, hanno partecipato in maniera spontanea all'esperimento, quant'è lecito eliminare ogni loro ricordo fino ad azzerarli? Se la trama lascia molto a riflettere c'è qualcosa che mi ha turbato, ho trovato lo sviluppo dei personaggi troppo affrettato, appena ritrovati sull'isola sono iniziate delle antipatie, così senza senso. Speravo che in realtà, ci fosse una spiegazione, invece nulla.
Moltissimi personaggi cambiano il loro carattere nel giro di tre secondi.
E seppur posso comprendere che alcune persone cattive nascano cattive e quindi sono destinate a ripercorrere i propri errori (come lo stupratore), non credo che tutti i naufraghi, avendo perso la memoria, siano destinati a compiere di nuovo i loro stessi errori. L'ho trovata una soluzione un po' troppo semplicistica, credo che molte persone siano portate a commettere degli omicidi a seguito di esperienze che li abbiano in qualche modo deviati e come dire, portati sulla cattiva strada e non che tutti nascano come degli esseri malvagi.
A questo punto, avrei preferito che conservassero la loro memoria così da scusare alcuni loro atteggiamenti.
In più le puntate centrali le ho trovare noiose, tutto il percorso di Chase, in cui continua a scappare senza sapere dove o come. Insomma alcune scene le ho trovate ripetitive e noiose.
Probabilmente sarebbe stato più interessante esplorare il passato dei naufraghi, capire tutto il loro percorso e non soltanto con dei flashback. Capire se delle persone, con una vita diversa, si sarebbero comportati alla stessa maniera. Questo sarebbe stato qualcosa di nuovo, di innovativo e geniale.
E invece ho come l'impressione che si sia portato semplicemente il compitino a casa, senza esagerare e mettendo una trama intrigante, che tuttavia ci viene già spiegata nella terza puntata, quindi le puntate seguenti sono una sorta di riempitivo fino all'ultima puntata che dovrebbe rivelarci finalmente il perché Chase è lì.
La mia valutazione è 6/10. Poteva essere un buon prodotto, la trama sembra interessante ma non si osa.
Plan Coeur è una serie tv francese, visibile su Netflix, di appena 8 puntate della durata di circa 20/25
minuti. L'ho vista ieri sera, tutta d'un fiato in francese quindi non so bene in italiano come sia stata doppiata o se rende allo stesso modo.
Plan Coeur parla di Elsa, una donna trentenne ancora persa dopo essere stata lasciata da Maxime. Elsa è disperata, nonostante sia passato un anno, non riesce a darsi pace della rottura così le sue amiche decidono di intervenire. Charlotte quindi contatta un gigolò affinché esca con Elsa.
Ovviamente è una serie tv romantica e ben presto il nostro gigolò Jules si innamorerà veramente di Elsa. Ma cosa accadrà? Riuscirà a continuare a frequentarla senza dirle la verità? Le amiche di Elsa alla fine, ammetteranno di averlo ingaggiato? Ovviamente per scoprire come andrà a finire, dovrete vederla! E' una serie tv davvero carina e romantica, da vedere quando si ha voglia di spensieratezza, voglia di amore, di risate e di coccolarsi un po'. Parigi è sempre ottima per queste commedie romantiche, riesce a trasformare qualsiasi angolo in qualcosa di magico e unico.
Ideale per un binge watching, per chi vuole una serie leggera e vivace per prendere una pausa. Ve la consiglio certamente! Non vedo l'ora di vedere la nuova stagione ad ottobre!
La mia valutazione è 7.5/10
Veronica Mars ha accompagnato migliaia di adolescenti nei pomeriggi noiosi tra il 2004 (2006 per noi italiani) e il 2007. Dopo aver ottenuto un magnifico film, la serie tv è tornata quest'anno per donarci una quarta stagione.
Veronica Mars è incentrata sulla vita di un'adolescente nella cittadina di Neptune. Veronica ha una vita travagliata dopo la morte della sua migliore amica Lilly Kane.Suo padre è il capo della polizia e dopo essersi inimicato gran parte della città a seguito delle indagini di questo omicidio, perderà il posto in polizia. Veronica prenderà le parti del padre e ovviamente verrà esclusa da tutta la sua schiera di amici. Questo la porterà a subire un cambiamento, trovandosi completamente sola ed emarginata, non si da pace e cerca di trovare il vero colpevole dell'omicidio della sua migliore amica.
Se la prima stagione è incentrata sulla figura di Lilly Kane, nella seconda vediamo Veronica molto più a suo agio, con un nuovo gruppo di amici, che indaga questa volta su un nuovo caso che ha scosso la cittadina di Neptune, ovvero un incidente di autobus.
Nella terza stagione, troviamo Veronica alle prese con l'esperienza al college, finalmente lontana da Neptune, cercherà di aiutare a trovare il colpevole di una serie di stupri nel campus. Successivamente, viene girato un film, Veronica ha finito il college, cerca lavoro e contemporaneamente aiuta Logan a scagionarsi dall'accusa di omicidio della sua fidanzata e a trovare il vero colpevole. Veronica capirà di non poter nascondere la propria identità e tornerà a Neptune a lavorare come investigatrice privata accanto a suo padre, come possiamo vedere nella quarta stagione.
Dopo tutto un recap veloce delle stagioni e film annesso, iniziamo a parlare dell'ultima stagione. Sono sempre stata una grande fan di Veronica Mars, seppur vedendola nei pomeriggi su Italia 1, l'ho sempre trovata un prodotto innovativa e di qualità. Kristen Bell è perfetta nel ruolo e una serie tv per adolescenti in cui si cerca di risolvere omicidi era qualcosa di innovativo. Il film dava un degno finale ad una serie conclusa troppo presto.
Quindi, quando ho letto della nuova stagione, sono rimasta perplessa, il finale del film era perfetto, era necessaria una nuova stagione? Probabilmente no, ma appena l'ho iniziata a guardare, mi sono resa conto di quanto mi mancasse Veronica, la sua ironia, sagacia e l'atmosfera di Neptune. Mi sono sentita subito coinvolta nella storia, mai banale, mai ripetitiva. Finalmente è uscito qualcosa di buono da questi recuperi!
Il finale ha lasciato moltissimi con l'amaro in bocca, a me sinceramente non è dispiaciuto e a questo punto spero ci sia un'altra nuova stagione!
E voi, conoscevate Veronica Mars? Avete recuperato la nuova stagione?
La mia valutazione è 9/10, sono troppo affezionata a questa serie per darle un voto basso. Perfetta per chi ama il genere investigativo!
Ed eccoci qui tornati dopo una pausa estiva a parlare di una nuova serie Netflix.
Questa volta vi parlo di Mindhunter, tratto dall'omonimo libro, racconta la nascita del termine Serial Killer, grazie allo studio di Holden Ford e Bill Tench. I due si ritrovano ad intervistare degli assassini seriali appunto, in cerca di capire cosa li abbia spinti e se esiste un filo conduttore tra di loro. Indagano la mente umana e cercando di comprendere i loro comportamenti, vogliono trovare un modo per stanare gli omicida ancora in circolazione.
Ho visto la prima stagione a inizio luglio, ma ho voluto aspettare che uscisse la seconda, per parlarne in maniera più approfondita.
Ambientato nel 1977, ho apprezzato molto l'atmosfera e il contesto che viene mostrato. In entrambe le stagioni, ho amato l'interpretazione dei personaggi principali. Se nella prima stagione, l'attenzione è incentrata su Holden, nella seconda si vanno ad analizzare anche Bill e Wendy (dottoressa che aiuta i due a classificare gli assassini) e questo rende ancora più interessante la serie tv. Girando su internet, ho notato anche il grande sforzo dei casting nel trovare persone più somiglianti possibili ai veri assassini. Alcuni sono davvero impressionanti per la somiglianza.
Detto questo, non conoscendo molto della storia criminale americana, è stato interessante scoprire i dettagli e il modo in cui sono stati studiati per aiutare ancora oggi le indagini.
Consiglio questa serie agli amanti del crime, agli amanti di storie vere e non deboli di cuore. La tensione è sempre ai massimi livelli, non annoia, spinge a vedere una puntata dopo l'altra.