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venerdì 8 gennaio 2021

Recensione "Il suicidio dell'arciere"


Titolo:
Il suicidio dell'arciere
Autore: Danilo di Pinto (Autore emergente)
Editore: Gruppo Albatros il filo
Anno pubblicazione: 2018
Trama
Una giovane ragazza incontra il proprio padre dopo un periodo di lontananza. Sono sempre stati uniti, ma come capita spesso nella vita le strade si sono divise. I due sono però legati da una stessa passione: inventare e raccontare storie ed ogni genere di fiaba. Soli in casa, come per gioco, iniziano un viaggio in un luogo lontano, dove personaggi fantastici (un uomo, una donna, un mago, un lupo e un drago, un corvo e una tartaruga, e altri ancora) raccontano a loro volta la propria storia. Il primo a prendere la parola è l’uomo che comincia a raccontare una storia piena di avventura e magia, sullo sfondo una guerra che dura da oltre trent’anni ed un gruppo di ragazzi determinati a decretarne la fine. Il viaggio che intraprenderanno sarà probabilmente l’ultimo, ma l’amore, l’amicizia, l’onore che li guida sarà più forte…
Recensione
Il suicidio dell'arciere si presenta come una sorta di favola per adulti in cui vengono narrate le storie di due protagonisti principali che fanno fronte ad una guerra. Il fatto che sia una favola, lascia moltissimo all'immaginazione, è difficile capire in che ambiente ci troviamo, che tipo di guerra si tratta, si passa da scene del tutto realistiche a scene in cui compare la magia. Il che rende difficile capire il mondo in cui ci troviamo. A non agevolare la lettura anche i continui flashback iniziali che rendono complicata la comprensione  dello svolgimento della trama. 
Ho apprezzato le pagine iniziali che cercano di trasportarti in una nuova storia guidandoti come farebbe un adulto ad un bambino. Altra cosa interessante sono i molteplici spunti di riflessione che emergono dalla lettura. 
Una favola piuttosto interessante, ambientata in un mondo fantasy, ricca di spunti ma va attraversato lo scoglio iniziale dei continui salti temporali per comprenderla e per poterla apprezzare. 
La mia valutazione:
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venerdì 1 gennaio 2021

Recensione "Gli spiriti Selvaggi"


Titolo:
Gli spiriti Selvaggi
Autore: Andrea De Angelis (Autore Emergente)
Numero pagine: 424
Trama
In un mondo anticamente popolato dai draghi, ha luogo un terribile crimine. Chi ne è il misterioso autore? Uno Spirito Selvaggio di nome Mohegan, mercenario e cacciatore di elemendraghi, dovrà affrontare, insieme a compagni di viaggio inaspettati, un misterioso nemico che si muove nell'ombra di oscure leggende e di occulti oggetti magici. Lo attenderà un viaggio attraverso terre selvagge, territori di caccia di bestie fameliche, in cerca di risposta a misteri insoluti nelle leggende del passato e alle oscure verità che li circondano. Un cammino costellato di intrighi, passioni, sfide, sangue e battaglie.
 Recensione
 Il libro è uno dei miei generi preferiti per questo motivo l'ho apprezzato moltissimo. La storia fantasy è ambientata in questo fantastico mondo ricco di draghi, magia ed eroi. Seppur la trama è molto lineare, con gli eroi che devono intraprendere alcune missioni per cercare di salvare il mondo rispondendo a degli indovinelli, la lettura è molto piacevole e credo che il punto forte del libro sia nello studio approfondito di questo magico universo. Sia la mappa che le varie razze che incontriamo sono studiate nel minimo dettaglio, ho apprezzato moltissimo anche la difficoltà degli indovinelli (forse fin troppo difficili) e anche l'inserimento di alcune immagini per capire meglio i vari sistemi. 
Unica pecca secondo me è nella divisione dei capitoli, soprattutto all'inizio, quando si è ancora all'oscuro di cosa ci aspetta, ho trovato difficile capire di chi stesse parlando con nomi e razze così particolari. Probabilmente avrei preferito anche in seguito una separazione nei capitoli più netta quando si cambiava personaggio e punto di vista. 
Ma ecco, nel complesso un libro ottimo, comprerò e leggerò sicuramente il seguito, personaggi ben caratterizzati, la storia intriga tantissimo e l'universo è davvero magico e sorprendente. 
Lo consiglio a tutti gli amanti di fantasy, a chi ha voglia di divagare in un mondo abitato da draghi, maghi, pietre magiche ed eroi. 
La mia valutazione
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Qui il sito per approfondire:
https://glispiritiselvaggi.com/

sabato 26 dicembre 2020

Recensione "Il mio tutto"


Titolo: Il mio tutto
Autrice: Chiara Zaccardi (Autrice emergente)
Editore: Biblioteca Edizioni
Anno pubblicazione:2020
Numero pagine: 574

Trama
“Come si fa quando non riesci a stare insieme a una persona ma non riesci nemmeno a stare senza?”.
Davide se lo chiede dal momento in cui ha conosciuto Cristian.
A sedici anni arriva in una nuova scuola, a Parma, e si fa subito notare: ama disegnare e non nasconde di essere gay. Per questo viene preso di mira da alcuni compagni.
Il leader dei bulli, Cristian, è il campione di nuoto della scuola: fisico atletico, occhi azzurri e un sorriso spietato. Cristian detesta Davide. Almeno finché non lo bacia.
Il loro è il primo grande amore, giovane, intenso, tanto inaspettato quanto assoluto. Cristian si scopre indifeso davanti a un desiderio inarrestabile, senza mezze misure, e non sa come affrontarlo. Abbandonarsi a un sentimento che lo rende diverso o respingerlo? Ammettere che le fragilità di Davide sono un po’ anche le sue o usarle per allontanarlo?

Recensione
 Il mio tutto di Chiara Zaccardi è un libro destinato principalmente agli adolescenti che desiderano una storia romantica con tLa mia valutazione:racce di erotismo. Sinceramente non essendo il mio genere preferito ho fatto un pochino fatica a finirlo, soprattutto per lo schema leggermente ripetitivo del "si odiano, si piacciono, fanno l'amore, si odiano" e così via. Tuttavia il romanzo è scritto molto bene, mi è piaciuta la suddivisione dei capitoli dedicati ai due protagonisti in modo da avere sempre una visuale complessiva di ciò che accadeva. Secondo me è molto adatto a degli adolescenti, anche se ho trovato assurdamente tossico il rapporto tra i due protagonisti, soprattutto nella figura di Christian, per questo motivo ho fatto anche fatica ad immedesimarmi. 
Nonostante questo, è una lettura piacevole, da fare quando si ha voglia di tornare adolescenti, per svagarsi e godersi un momento di rilassatezza.
La mia valutazione:
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sabato 19 settembre 2020

Recensione "Ammazzalavoro"

 

Titolo: Ammazzalavoro
Autore: Marco Turco (Autore Emergente)
Anno Pubblicazione: 2020
Numero pagine: 155
Trama
Virginia non ha niente, non ha nemmeno un futuro: senza lavoro prova in tutti i modi a diventare un ingranaggio funzionante nel meccanismo della società. Forse può semplicemente mettersi a eliminare persone, anche fare il serial killer è un signor lavoro, forse non il più gratificante, forse non implica necessariamente un rapporto a lungo termine, ma almeno è un lavoro e qualcuno dovrà pur farlo. O no?

Recensione
Ammazzalavoro è un libro davvero entusiasmante. L'ho terminato nell'arco di due giorni, la trama è molto interessante ed essendo la scrittura molto veloce e ritmica, coinvolge a tal punto da non voler mai smettere di leggerlo. 
Virginia è una ragazza con dell'ottimo potenziale ma che ormai, stanca di cercare lavoro e trovarsi davanti i soliti "recruiter", decide di dare una svolta alla propria vita: uccidendoli.
Proprio da questa trama semplice e lineare, sorgono moltissimi spunti di riflessione sul mondo di oggi, dal mondo del lavoro, al sistema capitalistico, dalla disoccupazione giovanile alla facilità di ingannare il prossimo attraverso i social.
In questo sistema in cui ormai conta solo l'apparire si sviluppa il libro analizzando continuamente due punti di vista, quello della protagonista Virginia  e quello delle vittime. I capitoli sono scritti sempre in prima persona, questo permette al lettore di comprendere la finzione dietro ai loro modi di essere, portando a galla tutto ciò che di sbagliato c'è nell'ambiente lavorativo.
La svolta finale rende il tutto ancora più interessante. 
Lo consiglio a chiunque abbia bisogno di un libro che fa riflettere seppur in maniera semplice, a chiunque è in cerca disperata di lavoro e desidera avere una propria rivincita attraverso Virginia.

Valutazione:

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mercoledì 16 settembre 2020

Recensione "Echi in tempesta"

Titolo: Echi in Tempesta
Autrice: Christelle Dabos
Editore: edizioni e/o
Anno pubblicazione: luglio 2020
Numero pagine: 568
1.Fidanzati dell'inverno
2.Gli scomparsi di Chiardiluna
3.La memoria di Babel
4.Echi in tempesta

Trama
Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

Recensione
Ho terminato l'ultimo libro della saga dell'Attraversaspecchi, ci ho messo un po' a finirlo ma non trovavo il coraggio. Avevo letto molti pareri negativi su quest'ultimo capitolo e avevo paura di rimanerne delusa. Vi dirò,  dopo aver letto recensioni dissacranti, mi aspettavo molto peggio, mi è piaciuto il finale, mi è piaciuta la storia e mi è piaciuta l'evoluzione di Thorn, un po' meno quella di Ofelia.
Purtroppo gli ultimi due libri sono stati gestiti male, vedendo anche la velocità con cui sono stati fatti uscire,credo che non siano stati pensati in maniera adeguata e se nel terzo libro speri che il tutto sia stato fatto per allungare il brodo, nell'ultimo capisci che probabilmente neanche l'autrice sapeva come finirlo e ha iniziato a condirlo di pura nozionistica.
Ho trovato davvero un peccato non approfondire tutte le arche e non sfruttarle, era davvero necessario restare per due libri su Babel? Probabilmente sarebbe stato più interessante scoprire anche le altre arche, gli altri spiriti di famiglia.

Purtroppo ti viene proprio voglia di abbandonarlo a metà,  sono stati aggiunti troppi ma veramente troppi concetti che non portano a nulla. Uno su tutti: Vittoria.
Da qui seguiranno Spoiler.
La storyline della piccola Vittoria sembra quasi essere la chiave nel terzo libro, in Echi in Tempesta viene quasi dimenticata, e tutto ciò  che abbiamo appreso sul suo potere non ha la minima importanza. Alla fine dei conti non è servita a nulla.
Altra cosa, tutto il percorso di Archibald, anche tutto il suo percorso ha semplicemente l'importanza di portare "figura x" nel punto esatto per far concludere la storia. Ma tutto ciò poteva benissimo esser fatto con un capitolo.
Tutta la storia del progetto Cornucopiando, degli Echi, dei Genealogisti  alla fine non è servita a nulla se non a complicare le idee. Troppi concetti, alcuni trattati talmente velocemente che pensi "tutto qui?", alcune idee dei primi libri completamente tralasciate, come la madre di Thorn. Troppe idee che poi si sono perse. Ho veramente tante domande che non trovano risposta, moltissime azioni intraprese da Ofelia a cosa sono servite? Neanche gli spiriti di famiglia sono serviti, i loro poteri sono stati pressoché inutili.


Parlando ora delle cose positive, mi è piaciuto il finale inaspettato, mi è piaciuto il fatto che sia stato coraggioso tanto da far morire moltissimi personaggi (seppur le morti dei vari personaggi le ho trovate descritte talmente velocemente che era quasi impossibile empatizzare perché si parlava subito di altro).
Mi è piaciuta l'evoluzione che ha avuto Thorn dal primo libro, anche se il  rapporto con Ofelia sembrava quasi più un rapporto tra fratello/sorella (davvero, saranno descritti si e no due o tre baci).
Io credo davvero che questa saga si regga molto sui primi due libri che sono stati davvero entusiasmanti. Quindi si, vi consiglio di leggerla perché nonostante tutto è una storia diversa dalle altre, è una storia coraggiosa che ha provato ad osare.
Chissà se vedremo la trasposizione cinematografica tra qualche anno, magari attraverso i film, verranno smussati tutti i concetti di troppo.

La mia valutazione:
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Lo potete acquistare qui:

domenica 9 agosto 2020

Recensione "Acque del Bosforo acque del piave"

Titolo: Acque del Bosforo Acque del Piave
Autrice: Elsa Zambonini Durul (Autrice emergente)
Anno pubblicazione: 2020
Numero pagine: 333
Trama
L’archetipo di Caino e Abele, dove Abele è una sorella scomparsa. E poi c’è Isabella anche lei svanita nel nulla quarant’anni prima. C’è un legame fra le due sparizioni? Lisa si trova a confrontarsi con questo dilemma quando Caino decide di nascondersi in casa sua. La protagonista (di Lo stivale d’oro di Istanbul e di Istanbul – il viaggio sospeso) deve contemporaneamente misurarsi con le gioie, ma anche i molti dolori che il suo compagno, il turco Emre, le procura. Al nucleo thriller si interseca un tessuto narrativo incentrato su fratellanze e genitorialità difficili e sofferte, legittime e illegittime di una madre e di un padre non accettati dai rispettivi figli che a loro volta sono lacerati da sentimenti contrastanti fra loro.
Sullo sfondo della vicenda, scura e inquietante, incombe la diga del Vajont con una rinnovata narrazione di sventura.

Recensione
Ho da poco terminato la lettura del romanzo, mi aveva colpito sin dall'inizio la trama, soprattutto per la duplice ambientazione (Turchia e Italia), ero molto curiosa di capire come si sarebbero legati dei luoghi così diversi.
Il libro, da quanto ho capito, è il seguito di altri due romanzi, tuttavia, seppur non avendo letto i precedenti, la lettura non viene ostacolata, la storia difatti ha il suo corso e solo brevemente viene accennato a delle "indagini  precedenti" della protagonista.
Senza girarci intorno, il libro mi è piaciuto molto, sono rimasta incollata alle ultime pagine per cercare di scoprire cosa fosse successo a Emma e Isabella. La storia è ben articolata, vi sono moltissimi colpi di scena che tengono incollati alla lettura.
Il libro è scritto in prima persona e sembra quasi un flusso di pensieri della protagonista, lo stile mi ha ricordato (seppur vagamente visto le tematiche completamente diverse) Virginia Woolf, amando quest'ultima, a me è piaciuto molto, ma capisco tuttavia che per chi non è mai stato abituato a leggere qualcosa di simile possa risultare difficile.
Consiglio questo libro a chi ama i romanzi di investigazione, a chi vuole godere di atmosfere speciali, a chi ama la Turchia e a chi è legato alle terre colipte dalla tragedia del Vajont.
Valutazione
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Lo

martedì 7 luglio 2020

Recensione racconto "L'invito"

Titolo: Le più belle frasi d'amore (racconto L'Invito)
Autrice: Ilaria Vecchietti
Editore: M&L
Anno pubblicazione: 2016 (poi aggiornato di anno in anno)
Numero Pagine: 79
Trama'Le più belle frasi d'amore' raccoglie le poesie e le opere vincitrici dell'omonimo concorso organizzato dal 2012 con cadenza annuale da 'Il mondo di Mauro & Lisi', la saga d'amore e d'avventura di Diletta Nicastro incentrata sul Patrimonio Unesco. Il concorso è suddiviso nelle sezioni Amore Classico e Fan Fiction. La prima ha come fulcro centrale l’amore con la A maiuscola, verso il proprio innamorato, la vita, il creato o Dio. La seconda invita alla stesura di poesie o frasi d’amore con protagonisti i personaggi principali della saga, avendo la possibilità di utilizzare coppie già formatosi nel corso dei romanzi o di crearne di nuove tra due personaggi esistenti, ma non innamorati. Le opere vincitrici hanno avuto come protagonisti Lisi Cavalieri e Kieran Moynihan (la coppia storica della saga), Mauro Cavalieri e Maarja Tender, Jonathan 'Fitz' Darcy e Penelope Hughes.
Dal 2017 è stato assegnato anche il Premio Raffaella Spera, per chi canta un amore forte ed intenso.
Dal 2019 è stato inserito il Premio Speciale 'Io Amo lo Sport'.
Le opere all'interno del libro portano la firma di Jessica Baldassarre, Alessandra Bassolino, Luisa Cagnassi, Alessandro Canfora, Piera Castrianni, Donatella Cerboni, Davide Rocco Colacrai, Patrizia Cromi, Tiziano Dall’Omo, Giulia De Gasperi,
Mena Del Deo, Maria Di Bari, Francesca Di Giuseppe, Serena Domini, Leonardo Donelli, Francesca Ferri, Claudia Liberatore, Gianfranco Maiuri, Andreina Mexea, Elisa Navarra, Francesca Opri, Denise Prencipe, Giuseppe Rossi, Massimo Rossi, Simona Sisca, Viola Tamburini, Ilaria Vecchietti, Arianna Venturino,
Daniela Zagarola, Eva Zarpellon.

Recensione
Il racconto l'invito fa parte della raccolta "Le più belle frasi d'amore", e mi è stato gentilmente inviato dall'autrice.
Il racconto seppur breve è molto intenso e ricco di dettagli. L'amore spassionato che prova la protagonista emerge in ogni riga, l'attesa per l'arrivo del suo amore intriga e ciò ci spinge a finirlo in pochissimo tempo.
Il racconto si basa molto sull'attesa, sul tenere "prigioniero" (in senso buono) il lettore fino alla fine. Si entra facilmente in empatia con la protagonista, ci ritroviamo quasi a fare il tifo per lei.
È un racconto sull'amore profondo, amore che non termina ma che nonostante tutto continua ad ardere e ci dimostra che a volte, per amarsi bisogna fare un passo indietro, mettere da parte l'orgoglio, chiamare la persona amata ed attenderla.

Segnalazioni!


Salve a tutti! Qui per segnalarvi altri due romanzi!

"Le ragioni della follia" di Fabio Giorgino è un thriller pubblicato a luglio 2019 su Amazon in formato cartaceo e ebook kindle.
È ambientato a Taranto che, oltre a contenere i classici elementi del genere, ha anche una forte
componente emotiva rappresentata dal rapporto genitori/figli del personaggio principale, il commissario Spiro Fusco.
Trama
Su una spiaggia del litorale tarantino viene ritrovato il cadavere di un docente universitario sulla cui spalla è stato impresso un marchio a fuoco raffigurante un fiore di loto.
Il commissario Spiro Fusco si occupa del caso. Vive insieme alla figlia da quando Angela, tredici anni prima, ha abbandonato entrambi senza una apparente ragione, facendo perdere le sue tracce.
Quando Spiro comincia a indagare sull'assassinio del professore universitario, non immagina che le ricerche si intrecceranno con il proprio passato fino a sollevare il velo di mistero che avvolge da tanti anni l’abbandono di Angela.
Lo potete acquistare qui: 


L'altro romanzo invece è di tutt'altro genere.

Vera Winters ci trasporta in un mondo urban e dark fantasy con il secondo capitolo della sua saga "Coven".
Trama
Continua la pericolosa avventura di Ophelia, cacciatrice di demoni dagli occhi di leopardo, in missione per conto del Diavolo in persona.
La seconda tappa del suo viaggio l’ha condotta niente meno che a New Orleans, la patria del jazz e del Voodoo, ed è proprio qui che i misteri attorno alla ribellione tra le fila infernali si infittiscono, i desideri mutano, e perfino le consolidate alleanze rischiano di sgretolarsi come vecchi cocci di un vaso rotto. Tra Lussuria e Fame di carne e rabbia, riuscirà la giovane Hargreaves a mantenere la promessa di salvezza fatta alla sorellina? In ballo non c’è solo l’anima della giovane Demetra, ma l’incombere di una guerra universale sempre più vicina all’esplosione. E se nemmeno Lucifero riesce ad essere completamente sincero, a chi si dovrà affidare Ophelia, per arrivare a sconfiggere i Sette Peccati Capitali?


Lo potete acquistare qui:

domenica 5 luglio 2020

Recensione racconto "Il fiore del Destino"

Titolo: Cinquantatré vedute del Giappone (racconto "Il fiore del destino")
Autrice racconto: Ilaria Vecchietti
Editore: Idrovolante
Anno pubblicazione: 2020
Numero pagine: 400
Trama
Una raccolta di racconti accomunati dal magico mondo del Sol Levante come ambientazione reale o fantasiosa. Cinquantatré “vedute” strettamente personali frutto del rapporto di ognuno degli autori col Giappone, la sua storia, le sue bellezze, la sua cultura. Racconti d’evasione, diari di viaggio, sogni, ritratti storiografici, tutti insieme a comporre un almanacco di nipponismo.
La lettura di questa raccolta non può che far amare ancora di più il Giappone per chi già lo conosce e di certo stuzzicherà la curiosità di chi non vi ha messo mai piede.

Recensione
Il fiore del destino è un racconto all'interno del libro Racconta il Giappone.., che mi è stato inviato gentilmente dall'autrice.
È un breve racconto molto intenso che racconta un amore che supera ogni avversità e che è legato dal destino. Mi ha ricordato molto la leggenda del filo rosso, una leggenda giapponese, per cui ognuno di noi è legato ad una persona nella vita attraverso un filo rosso, in questo caso il filo rosso è rappresentato da un fiore, o meglio Sakura.
Il racconto trasporta in questo magico Giappone, una breve storia d'amore, una ricerca sfrenata verso la propria amata e così due cuori si ritrovano di nuovo insieme in questo fantastico paesaggio.
Lo stile è molto poetico, è un racconto piacevolissimo che lascia una sensazione di gioia e di pace interiore. 

sabato 4 luglio 2020

Recensione "Essi vennero"

Titolo: Essi vennero
Autore: Raffaele Fiorillo (autore emergente)
Anno pubblicazione: 2020
Numero pagine: 155
Trama
Una storia di Primo Contatto interamente ambientata in Italia.Siamo soli nell'Universo?Una tiepida mattina di inizio Maggio del 2042 questa grande domanda riceve finalmente la sua risposta: la razza extraterrestre dei "Grigi" atterra in diversi angoli di un pianeta Terra già martoriato dalla sovrappopolazione e dall'eccessivo inquinamento, portando distruzione e violenza oltre ogni limite immaginabile. Cadono i governi, la razza umana viene decimata e i pochi esseri umani superstiti sopravvivono qui e lì nascondendosi sottoterra, bollendo acqua piovana e trafugando il cibo dove possibile.Giulia, poco più che ventenne, è l'unica persona conosciuta ad essere scappata dalla prigionia aliena e quando incontrerà Giovanni e il suo gruppo di sopravvissuti in una Napoli orribilmente lacerata penserà di aver trovato la salvezza, ma un grosso segreto è ben celato dentro di lei.

Recensione
Ho appena terminato il libro e ho pensato di scrivere immediatamente una recensione per buttare giù a caldo i miei pensieri, anche se tuttavia l'unica cosa che riesco a pensare è 'quando esce il seguito?'.
Il libro rientra esattamente nel mio genere preferito, quindi ovviamente mi è piaciuto tantissimo.
Ma procediamo per gradi. La storia racconta di un ipotetico attacco alieno in Italia nel 2042, quindi in un futuro non troppo lontano da noi, questo ha fatto in modo che entrassi nel vivo della storia quasi impersonificandomi. Ci troviamo in tre regioni distinte italiane, per raccontare ciò che succede nell'intero paese, con tre gruppi di superstiti ben diversi tra loro.
Sicuramente ho apprezzato il fatto che non fosse una storia basata esclusivamete su come uccidere gli Alieni, i cosiddetti Grigi nel romanzo, ma che si concentrasse anche sulla sopravvivenza dei protagonisti. Per quasi tutto il romanzo, i Grigi sono quasi una minaccia fantasma, sappiamo che ci sono ma non vengono affrontati. Questo crea una suspence e angoscia, li rende quasi più spaventosi perché non sappiamo di cosa siano in grado.
La tematica della sopravvivenza mi ha ricordato molto The Walking dead e l'Ombra dello Scorpione di Stephen King (che adoro), sicuramente il passo avanti è quello di approfondire maggiormente i personaggi ma spero davvero che ci sarà un seguito.
Lo consiglio veramente a tutti coloro che amano il genere, che amano storie di sopravvivenza e di alieni, e poi per una volta è ambientato in Italia, cosa si può volere di più? 
Valutazione 
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sabato 20 giugno 2020

Recensione "La memoria di Babel"

Titolo: La memoria di Babel
Autrice: Christelle Dabos
Editore: E/O
Anno pubblicazione: 2019
Numero pagine: 447
1.Fidanzati dell'inverno
2.Gli scomparsi di Chiardiluna
3.La memoria di Babel
4.Echi in tempesta

Trama
Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità.

Recensione
Ho trovato finalmente il tempo per concludere il terzo libro della saga dell'Attraversaspecchi, la memoria di Babel. In attesa dell'uscita del nuovo e ultimo capitolo della storia a luglio, volevo intanto parlarvi di questo. Non so se è il periodo incasinato della mia vita, tra tesi e lavoro, tuttavia ho faticato un po' a stare dietro la storia di Ofelia e Thorn in questo capitolo. La prima parte del romanzo difatti è stata un po' troppo caotica, la nuova Arca in cui si trova Ofelia è Babel e davvero comprendere la sua struttura è stato difficile, inizialmente si è ritrovato in un magico mondo pieno di verde e di animali esotici per poi passare direttamente alla città che nel mio immaginario è sempre restata grigia. Non so come spiegarvi ma leggendo la descrizione di Babel l'unico colore che riuscivo ad identificare è questo grigiore estremo e mi sono ritrovata un po' spaesata. Il salto temporale di due anni e sette mesi non ha aiutato granché, molto spesso, soprattutto all'inizio, non capivo cosa stessero facendo Ofelia, capire Vittoria o cosa volesse fare Archie (e soprattutto come abbia fatto a sopravvivere). La figura di Dio e del periodo della Lacerazione sta diventando sempre più complicata ed è difficile seguire la logica di Ofelia e Thorn, soprattutto perché fino ad ora non ci è ancora stato spiegato effettivamente in cosa è consistita questa Lacerazione, cosa e perché è successa, cosa sono e fanno le altre Arche. E' abbastanza complicato stare dietro a tutto ciò che ci viene svelato senza capire ciò che è accaduto all'inizio.
Il rapporto tra Ofelia e Thorn  l'ho trovato un po' sottotono per tutta la parte iniziale, in questo libro secondo me è mancata la svolta che poteva ravvivare l'interesse a metà libro. Difatti ci viene data una nozione in più rispetto a ciò che sapevamo, solo nelle ultime pagine.
Sicuramente credo che questo sia stato un libro per cercare di mettere insieme alcuni pezzi del puzzle prima del gran finale. Tuttavia credo che si sarebbe potuta inserire qualche novità o scoperta in più che ci portasse poi all'ultimo libri maggiormente preparati.
 Resta comunque una delle saghe più belle e interessanti dell'ultimo periodo e di certo non vedo l'ora di leggere l'ultimo libro che aspetto con ansia.
Valutazione:
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domenica 7 giugno 2020

Recensione "La verità è negli occhi di chi sa guardare oltre"

Titolo: La verità è negli occhi di chi sa guardare oltre
Autrice: Jenny Leotta
Editore: Mnamon
Anno pubblicazione:2019
Numero pagine: 192

Trama
Jack, il protagonista maschile, è costretto a guardare dentro di sé per vincere la diffidenza nei confronti delle donne. Joe, protagonista femminile, è impegnata a fare fronte alle sue paure. E Cristian, costretto in sedia a rotelle, deve superare la prova più dura, accettare di essere amato per quello che è.
Ognuno di loro lotta per conquistare la felicità. Ognuno deve per questo essere se stesso, senza finzione e senza paure.



Recensione
E' il secondo libro dell'autrice che leggo, devo ammettere che vi è stato un netto miglioramento rispetto al suo primo libro. La storia ha un messaggio molto delicato, ogni personaggio ha qualcosa di "diverso", ognuno di loro vive di pregiudizi che purtroppo affrontano nella loro vita. Il protagonista maschile è in sovrappeso, il suo amico è sulla sedie a rotella e Joe è in una situazione economica disagiata, vive in un garage con il padre e il fratello a cui fa anche da madre. Ognuno di loro è stato deluso dalla vita da molte persone e per questo affrontano la vita e nuovi conoscenti con paura e quasi con aggressività, nessuno di loro è pronto a fidarsi. Nell'arco del libro, ognuno di loro affronta queste paure per riuscire a fidarsi nuovamente.
Il libro diventa un po' un inno alla vita, ognuno ha diritto ad essere felice, siamo tutti uguali e dobbiamo avere tutte le stesse possibilità.
La storia è molto semplice nel complesso, non ci sono grandi avvenimenti che sconvolgono la trama, i personaggi probabilmente dovevano essere maggiormente approfondito ma secondo me la forza di questo romanzo è il messaggio che si trasmette, ottimistico e positivo.
Lo consiglio a chi ha voglia di un messaggio di speranza e di ottimismo, a chi ha voglia di leggere qualcosa di piacevole e breve.
Valutazione:
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