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martedì 2 giugno 2020

Recensione “Gli scomparsi di Chiardiluna”

Titolo:Gli scomparsi di Chiardiluna
Autore: Christelle Dabos
Editore: E/O
Anno pubblicazione: 2019
Numero pagine:520
1.Fidanzati dell'inverno
2.Gli scomparsi di Chiardiluna
3.La memoria di Babel
4.Echi in tempesta

Trama
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi.

Recensione
Gli scomparsi di Chiardiluna è il secondo libro della saga dell’attraversaspecchi. Qui potete trovare la recensione del primo libro.
In questo capitolo finalmente iniziamo a scoprire qualcosa di più su questo mondo e sugli spiriti di famiglia. Nel romanzo vengono inseriti anche dei “frammenti” della storia di Faruk per cercare di capire meglio con cosa abbiamo a che fare.
La storia la trovo sempre più affascinante, non si riesce mai a capire chi sia il vero nemico, e scoprendo il mondo poco per volta, ci ritroviamo catapultati in questo fantastico viaggio verso l’ignoto. Sono molto curiosa di capire meglio chi siano gli Spiriti di famiglia, quali altre arche e poteri fanno parte della nuova civiltà e scoprire qualcosa di più su Dio, che compare per la prima volta.
Anche Ofelia e Thorn finalmente vengono delineati, Ofelia inizia ad agire di propria iniziativa, la vediamo finalmente intraprendente e come una vera eroina. Thorn, d’altro canto inizia ad apparirci quasi più umano e sincero. Rispetto al primo libro, la storia inizia a diventare intrigante, fin troppo complicata da spiegare, al momento ci troviamo di fronte a un groviglio che spero nel prossimo libro diventi più chiaro.
Anche questo secondo romanzo non mi ha deluso, mi sto affezionando sempre di più a Thorn e Ofelia. Spero di riuscire presto a leggere il prossimo!
Valutazione:
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giovedì 16 gennaio 2020

Recensione "L'istituto"

Titolo: L'istituto
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno pubblicazione: 2019
Numero pagine: 576
Trama
È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. 

Recensione
Finalmente dopo tanto tempo sono tornata al caro vecchio Stephen King, questa volta ho letto la sua ultima opera "L'istituto".
Lo aspettavo da un po' questo libro, avevo letto un cenno della trama e mi aveva colpito. King questa volta ci porta all'interno di un gruppo di ragazzini speciali, di un'organizzazione che vuole salvare il mondo incurante dei sacrifici ed un uomo che cerca di redimersi.
Questo mix funziona, di nuovo sorprende come King riesca ad appassionarci e a farci empatizzare con i protagonisti della storia, protagonisti che molto spesso mi hanno riportato alla mente IT, i perdenti e il loro rapporto possono essere molto simili a questo libro.
Si cerca quasi di aiutarli, si fa il tifo per loro e si piange per tutto ciò che devono affrontare. Ma come se non bastasse, la fine sembra quasi coglierci impreparati, perché se l'organizzazione aveva ragione, è socialmente accettabile un sacrificio per salvare l'intera umanità?
Il libro gioca molto su questo dilemma, un dilemma che mi ha ricordato banalmente il problema del carrello ferroviario dove si deve scegliere se uccidere una persona o cinque. E' un dilemma filosofico che non ha risposta e che King ha sfruttato nel suo nuovo romanzo per creare qualcosa di unico.
A me personalmente è piaciuto moltissimo, probabilmente uno dei migliori degli ultimi anni.
Lo consiglio a tutti coloro che vogliono un libro sull'amicizia tra bambini, sui poteri psichici e un romanzo dove si empatizza da subito con i protagonisti.
Valutazione:
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mercoledì 6 febbraio 2019

Recensione di "Sapiens. Da animali a dei"

Titolo: Sapiens. Da animali a dei
Autore: Yuval Noah Harari
Editore: Bompiani
Anno pubblicazione: 2015
Numero Pagine: 516

Trama
Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla Terra ce una sola specie di umani. Noi. L'Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l'immaginazione. Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l'Homo sapiens crede a queste storie. Le nostre fantasie collettive riguardo le nazioni, il denaro e la giustizia ci hanno consentito, unici tra tutti gli animali, di cooperare a miliardi. È per questo che dominiamo il mondo, mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca. "Da animali a dèi" spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come siamo arrivati a credere negli dèi, nelle nazioni e nei diritti umani; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

Recensione
Ho comprato questo libro per Natale, dopo averne sentito parlare così bene da Chris Evans (l'attore che interpreta Captain America nei film Marvel per intenderci). Ne aveva parlato in dei tweet come un libro sorprendente e da leggere almeno una volta nella vita, quindi mi sono detta "perché non dargli una possibilità?".
I saggi storici non sono il mio genere, ne ho letti pochissimi nella mia vita, sono quindi partita con i piedi di piombo, avevo paura di iniziarlo per scoprire che poi sarebbe stato un totale fallimento e che lo avrei lasciato sul comodino a prender polvere per mesi e mesi, vista anche la mole.
Il libro è ricco di immagini esplicative, che rendono la lettura molto piacevole e divertente. E' diviso in tre macrocapitoli, nel primo si parla della nascita dell'uomo in cui viene fatta una panoramica sull'evoluzione dell'uomo Sapiens Sapiens, il secondo racconta di quella che viene definita Rivoluzione Agricola mentre l'ultimo si concentra su questi ultimi anni di imperialismo, liberalismo e colonialismo.
Yuval Noah Harari riesce a raccontare la storia del mondo in maniera semplice, riesce a farvi immergere in questo mondo antico e a farvi scoprire moltissime curiosità che arricchiscono il vostro bagaglio culturale.
Sicuramente lo consiglio agli amanti della storia, a chi vuole approfondire la storia dell'uomo e quello che diventerà il nostro futuro mondo. A chi vuole un saggio semplice ma accattivante e ricco di spunti.

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martedì 13 giugno 2017

L'ombra dello scorpione

"E' l'amore che fa girare il mondo, l'ho sempre pensato. E' l'unica cosa che permette a uomini e donne di rimanere in piedi in un mondo dove la forza di gravità vorrebbe continuamente buttarli giù... Abbatterli... Farli strisciare."

"Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L’uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto."

" Oh si, la gente chiacchiera, adora chiacchierare, a volte sembra che non abbia altro da fare."

"Il bello della mania religiosa è che ha la capacità di spiegare tutto. Una volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre in atto le Sue meraviglie,» si può buttare allegramente la logica dalla finestra. La mania religiosa è uno dei pochi metodi infallibili per reagire ai ghiribizzi del mondo, perché elimina totalmente il puro caso. Per il perfetto maniaco religioso, tutto ha un suo scopo."

" La maledizione e la benedizione della razza umana stava nella sua tendenza alla socialità."

lunedì 3 aprile 2017

Il Favoloso Mondo di Amélie

"Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutte uscite da una fotocopiatrice."
"In altri termini lei preferisce immaginare un rapporto con qualcuno che non c'è, piuttosto che creare un legame con quelli che sono lì con lei."
"Il mondo esterno appare così morto che Amélie preferisce sognare una sua vita in attesa di avere l'età per andarsene"
"-Forse si fa in quattro per risolvere i pasticci della vita degli altri.-Sì, ma lei? Dei pasticci della sua vita,chi è che se ne occupa?"
"Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!"
"Tempi duri per i sognatori"
"La vita è solo un'interminabile replica di uno spettacolo che non avrà mai luogo"

domenica 2 aprile 2017

Sette Anime

"In 7 giorni, Dio creò il mondo. In 7 secondi, io ho distrutto il mio."
"- Ti piace giocare?
- Mmh si!
- Allora, facciamo un gioco. Parliamo al telefono, usciamo insieme, ridiamo e scherziamo.
- E poi?
- E poi niente, il primo che s’innamora perde."
"Non ho mai dimenticato quando disse che era la creatura più letale del pianeta. Per me, era solo la cosa più bella che avessi mai visto"
"Insignificante sarebbe una promozione per me"
"C'è un tempo giusto per andarsene dalla vita di una persona anche quando non si ha un posto dove andare."

lunedì 27 marzo 2017

Recensione "La fine del mondo storto"

Titolo: La fine del mondo storto
Autore: Mauro Corona
Editore: Mondadori
Anno Pubblicazione: 2010
Numero Pagine: 160
Genere: Romanzo
Trama
Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo...
Recensione
Mi sono avvicinata a Corona sotto consiglio del mio ragazzo, non mi fidavo molto all'inizio, anzi ero ben restia di leggerlo, ma non perché non mi fidassi dei gusti del mio Lui, ma perché mi metteva un po' soggezione quest'uomo con la barba lunga, i capelli lunghi, con la faccia segnata dalle tante esperienze della vita di montagna. Che ne posso sapere io di come si vive in montagna, se al massimo andavo a fare l'orto da piccola con i miei nonni e poi per il resto non ho mai assaporato il dolce richiamo della natura? Ecco, avevo paura di leggere qualcosa che non appartenesse al mio mondo, di leggere storie che non potevo capire e invece mi son dovuta ricredere.
Mauro Corona, scrive storie che parlano di montagne, di natura incontaminata, ma lo fa in modo così affascinante che persino a me, è venuta voglia di comprare una baita e abbandonare tutto. Ne parla come solo un amante può descrivere il suo amore, la sua vita e utilizza un linguaggio chiaro a tutti, anche a chi, come me, non sa neanche come si accende un fuoco.
Fatte queste premesse, "La fine del mondo storto" parla di un futuro nel quale non si ha più luce, né gas, né petrolio, niente riscaldamento, tv, internet. Nulla. Come affronterà la fine la popolazione di oggi? Una popolazione che non riesce a staccarsi dal telefono e non sa nemmeno accendere un fuoco o cacciare della selvaggina; una popolazione che ha dimenticato come si utilizzano le mani, l'arte del saper fare, coltivare, allevare. In questa nuova realtà Corona ci racconta la rivalsa dei contadini, di coloro che venivano spesso denigrati nei "bei tempi", ma che sono gli unici a riuscire a "campare", a tirare avanti perché non hanno mai smesso di badare a se stessi senza l'utilizzo della tecnologia. E cosa ne sarà di coloro delle città che non riescono a riscaldarsi e hanno quasi terminato i loro viveri?
In un libro allegorico, quasi critico del genere umano di oggi, ci illustra la crescita dei poveri e la disfatta dei ricchi, in cui vige la legge del più forte (non potente), solo chi ha la forza di rimboccarsi le mani sopravvive.
Ma quando gli uomini impareranno di nuovo a sapersi sfamare cosa accadrà?
Un libro che spinge a riflettere, a chiedersi chi siamo veramente, che cosa siamo in grado di fare, una lettura per capire meglio il genere umano di oggi, come sta cambiando e come sta diventando. La tecnologia, la conoscenza e lo sviluppo di nuovi metodi è sempre un bene?
"Ci vuole sempre la disgrazia per aprire gli occhi alla gente"
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domenica 26 marzo 2017

Un Sogno per Domani


"Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto, ma deve essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro… E loro la fanno per altre tre persone…"
" Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possono essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto… merda… ma credo che sia difficile per certa gente che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare e le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono."