lunedì 27 marzo 2017

Recensione "La fine del mondo storto"

Titolo: La fine del mondo storto
Autore: Mauro Corona
Editore: Mondadori
Anno Pubblicazione: 2010
Numero Pagine: 160
Genere: Romanzo
Trama
Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo...
Recensione
Mi sono avvicinata a Corona sotto consiglio del mio ragazzo, non mi fidavo molto all'inizio, anzi ero ben restia di leggerlo, ma non perché non mi fidassi dei gusti del mio Lui, ma perché mi metteva un po' soggezione quest'uomo con la barba lunga, i capelli lunghi, con la faccia segnata dalle tante esperienze della vita di montagna. Che ne posso sapere io di come si vive in montagna, se al massimo andavo a fare l'orto da piccola con i miei nonni e poi per il resto non ho mai assaporato il dolce richiamo della natura? Ecco, avevo paura di leggere qualcosa che non appartenesse al mio mondo, di leggere storie che non potevo capire e invece mi son dovuta ricredere.
Mauro Corona, scrive storie che parlano di montagne, di natura incontaminata, ma lo fa in modo così affascinante che persino a me, è venuta voglia di comprare una baita e abbandonare tutto. Ne parla come solo un amante può descrivere il suo amore, la sua vita e utilizza un linguaggio chiaro a tutti, anche a chi, come me, non sa neanche come si accende un fuoco.
Fatte queste premesse, "La fine del mondo storto" parla di un futuro nel quale non si ha più luce, né gas, né petrolio, niente riscaldamento, tv, internet. Nulla. Come affronterà la fine la popolazione di oggi? Una popolazione che non riesce a staccarsi dal telefono e non sa nemmeno accendere un fuoco o cacciare della selvaggina; una popolazione che ha dimenticato come si utilizzano le mani, l'arte del saper fare, coltivare, allevare. In questa nuova realtà Corona ci racconta la rivalsa dei contadini, di coloro che venivano spesso denigrati nei "bei tempi", ma che sono gli unici a riuscire a "campare", a tirare avanti perché non hanno mai smesso di badare a se stessi senza l'utilizzo della tecnologia. E cosa ne sarà di coloro delle città che non riescono a riscaldarsi e hanno quasi terminato i loro viveri?
In un libro allegorico, quasi critico del genere umano di oggi, ci illustra la crescita dei poveri e la disfatta dei ricchi, in cui vige la legge del più forte (non potente), solo chi ha la forza di rimboccarsi le mani sopravvive.
Ma quando gli uomini impareranno di nuovo a sapersi sfamare cosa accadrà?
Un libro che spinge a riflettere, a chiedersi chi siamo veramente, che cosa siamo in grado di fare, una lettura per capire meglio il genere umano di oggi, come sta cambiando e come sta diventando. La tecnologia, la conoscenza e lo sviluppo di nuovi metodi è sempre un bene?
"Ci vuole sempre la disgrazia per aprire gli occhi alla gente"
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