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domenica 9 giugno 2019

Recensione "La banalità del male"

Titolo:La banalità del male
Autore: Hannah Arendt
Editore: Feltrinelli
Anno pubblicazione: 1963
Numero pagine: 320

Trama
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
Recensione
La banalità del male è un saggio storico che racconta la sentenza di Eichmann, un gerarca nazista. Nel corso dell'opera, viene ripercorso il processo che porterà alla pena di morte del generale. Un processo che ha fatto discutere, poiché Eichmann viene rapito in Argentina da degli israeliani e ciò ha inefficiato il valore della sentenza. Eichmann è stato giudicato colpevole da una giuria giusta, oppure in Israele non erano pronti ad ottenere un giudizio neutrale. Arendt cerca di raccontarci il percorso che ha portato Eichmann a diventare un nazista, al processo e infine al giudizio finale. Grazie a questo resoconto emergono anche dettagli della seconda guerra mondiale ed i piani di Hitler per la "soluzione finale".
Un libro destinato agli amanti di storia e a chi vuole approfondire la vita e il processo dei nazisti. A tratti la lettura può sembrare monotona ed è molto complicato comprendere moltissimi dettagli. Non aiutano neanche le parole non tradotte, mi riferisco alle parole tedesche che molto spesso non vengono affiancate da una traduzione. Ma nel complesso è un libro molto intenso, da leggere sicuramente con calma, ma principalmente dedicato agli amanti del genere.
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mercoledì 6 febbraio 2019

Recensione di "Sapiens. Da animali a dei"

Titolo: Sapiens. Da animali a dei
Autore: Yuval Noah Harari
Editore: Bompiani
Anno pubblicazione: 2015
Numero Pagine: 516

Trama
Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla Terra ce una sola specie di umani. Noi. L'Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l'immaginazione. Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l'Homo sapiens crede a queste storie. Le nostre fantasie collettive riguardo le nazioni, il denaro e la giustizia ci hanno consentito, unici tra tutti gli animali, di cooperare a miliardi. È per questo che dominiamo il mondo, mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca. "Da animali a dèi" spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come siamo arrivati a credere negli dèi, nelle nazioni e nei diritti umani; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

Recensione
Ho comprato questo libro per Natale, dopo averne sentito parlare così bene da Chris Evans (l'attore che interpreta Captain America nei film Marvel per intenderci). Ne aveva parlato in dei tweet come un libro sorprendente e da leggere almeno una volta nella vita, quindi mi sono detta "perché non dargli una possibilità?".
I saggi storici non sono il mio genere, ne ho letti pochissimi nella mia vita, sono quindi partita con i piedi di piombo, avevo paura di iniziarlo per scoprire che poi sarebbe stato un totale fallimento e che lo avrei lasciato sul comodino a prender polvere per mesi e mesi, vista anche la mole.
Il libro è ricco di immagini esplicative, che rendono la lettura molto piacevole e divertente. E' diviso in tre macrocapitoli, nel primo si parla della nascita dell'uomo in cui viene fatta una panoramica sull'evoluzione dell'uomo Sapiens Sapiens, il secondo racconta di quella che viene definita Rivoluzione Agricola mentre l'ultimo si concentra su questi ultimi anni di imperialismo, liberalismo e colonialismo.
Yuval Noah Harari riesce a raccontare la storia del mondo in maniera semplice, riesce a farvi immergere in questo mondo antico e a farvi scoprire moltissime curiosità che arricchiscono il vostro bagaglio culturale.
Sicuramente lo consiglio agli amanti della storia, a chi vuole approfondire la storia dell'uomo e quello che diventerà il nostro futuro mondo. A chi vuole un saggio semplice ma accattivante e ricco di spunti.

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