lunedì 16 luglio 2018

Recensione 3% _seconda stagione_

La seconda stagione di 3% introduce nuovi personaggi appartenenti all'Entroterra, questo rende l'inizio della serie molto lenta per comprendere meglio il ruolo che avranno nei nuovi episodi. La stagione parte lenta e monotona, scopriamo come sono proseguite le vite dei nostri protagonisti: Rafael, Joana, Michele e Fernando. Chi nell'Offshore e chi è stato rispedito a casa, ma la stagione non parte fino alla quinta puntata, in cui finalmente si scoprirà il vero ruolo della Causa.
Una volta superato l'ostacolo delle prime 5 puntate, la storia parte e vi prenderà tantissimo, da cambi di faccia, svolte inaspettate e recupero di personaggi chiave della prima stagione, questa storia vi colpirà.
Un 'altra cosa che mi ha lasciato perplessa in questa stagione è stata l'introduzione di alcuni personaggi, erano veramente necessari? Il fratello di Michele, che sembrava importantissimo nella prima stagione ha avuto un ruolo minimo e assolutamente insensato, così come l'amica di Fernando. Insomma perché spendere così tanto tempo dietro a questi due, quando il cast riempie la scena e può benissimo far da padrone?
La storia sembra finita e sarebbe una bellissima serie se fosse finita con il termine della seconda stagione, tuttavia è stata annunciata una terza stagione. Ora mi chiedo: era davvero necessario un seguito? Non sarebbe stato più interessante finirla così, con un sentimento di speranza?
Dopo la prima stagione che mi ha entusiasmato a dismisura, questa stagione ha veramente deluso le mie aspettative.
Il mio voto quindi è: 6/10.

Per chi volesse, qui vi lascio la recensione della prima stagione!

sabato 14 luglio 2018

Nomination Emmys 2018

Buongiorno, sono uscite da qualche giorno le nomination agli Emmy che si terranno a Los Angeles il 17 settembre. Per chi non lo sapesse gli Emmy sono i premi dedicate alle serie tv, ci sono varie categorie e vengono assegnati anche ai migliori attori di serie tv.
In grassetto segnerò i miei favoriti anche se in alcune categorie è veramente difficile scegliere per me. Quali sono invece i vostri preferiti? Lasciate un commentino.
Miglior serie comedy
-Atlanta, 
-Barry, 
-Black-ish,
-Curb Your Enthusiasm, 
-GLOW, 
-The Marvelous Mrs. Maisel, 
-Silicon Valley, 
- The Unbreakable Kimmy Schmidt

Miglior serie drammatica
-The Handmaid’s Tale,
 -Game of Thrones, 
-This Is Us,
-The Crown, 
-The Americans,
-Stranger Things,
-Westworld

Miglior miniserie
-The Alienist,
-The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story,
-Genius: Picasso, 
-Godless, 
-Patrick Melrose

Miglior attore in una serie drammatica
-Jason Bateman (Ozark), 
-Sterling K. Brown (This Is Us),
- Ed Harris (Westworld),
- Matthew Rhys (The Americans), 
-Milo Ventimiglia (This Is Us), 
-Jeffrey Wright (Westworld)

Migliore attrice in una serie drammatica
-Claire Foy (The Crown), 
-Tatiana Maslany (Orphan Black), 
-Elisabeth Moss (The Handmaid’s Tale),
- Sandra Oh (Killing Eve),
- Keri Russell (The Americans),
- Evan Rachel Wood (Westworld)

Miglior attore non protagonista in una serie drammatica
-Nikolaj Coster-Waldau, (Game of Thrones)
-Peter Dinklage, (Game of Thrones)
-Joseph Fiennes, (The Handmaid’s Tale)
-David Harbour, (Stranger Things)
-Mandy Patinkin, (Homeland)
-Matt Smith, (The Crown)

Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica
-Alexis Bledel, (The Handmaid’s Tale)
-Millie Bobby Brown, (Stranger Things)
-Ann Dowd, (The Handmaid’s Tale)
-Lena Headey, (Game of Thrones)
-Vanessa Kirby, (The Crown)
-Thandie Newton, (Westworld)
-Yvonne Strahovski, (The Handmaid’s Tale)

Miglior attore in una serie comedy
-Donald Glover (Atlanta), 
-Bill Hader (Barry), 
-Anthony Anderson (Black-ish),
- William H. Macy (Shameless),
- Larry David (Curb Your Enthusiasm), 
-Ted Danson (The Good Place)

Migliore attrice in una serie comedy
-Pamela Adlon (Better Things), 
-Rachel Brosnahan (The Marvelous Mrs. Maisel),
- Tracee Ellis Ross (Black-ish), 
-Allison Janney (Mom),
- Lily Tomlin (Grace and Frankie),
- Issa Rae (Insecure)

Miglior attore non protagonista in una serie comedy-Louie Anderson, (Baskets)
-Alec Baldwin, (Saturday Night Live)
-Tituss Burgess, (Unbreakable Kimmy Schmidt)
-Brian Tyree Henry, (Atlanta)
-Tony Shalhoub, (The Marvelous Mrs. Maisel)
-Kenan Thompson, (Saturday Night Live)
-Henry Winkler, (Barry)

Miglior attrice non protagonista in una serie comedy
-Zazie Beetz, (Atlanta)
-Alex Borstein, (The Marvelous Mrs. Maisel)
-Aidy Bryant, (Saturday Night Live)
-Betty Gilpin, (GLOW)
-Leslie Jones, (Saturday Night Live)
-Kate McKinnon, (Saturday Night Live)
-Laurie Metcalf, (Roseanne)
-Megan Mullally, (Will & Grace)

Miglior attore protagonista in una miniserie o film-Antonio Banderas, (Genius: Picasso)
-Darren Criss, (The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story)
-Benedict Cumberbatch, (Patrick Melrose)
-Jeff Daniels, (The Looming Tower)
-John Legend, (Jesus Christ Superstar)
-Jesse Plemons,( Black Mirror: USS Callister)

Miglior attrice protagonista in una miniserie o film
-Jessica Biel, (The Sinner)
-Laura Dern, (The Tale)
-Michelle Dockery, (Godless)
-Edie Falco,( Law & Order True Crime: The Menendez Murders)
-Regina King, (Seven Seconds)
-Sarah Paulson, (American Horror Story: Cult)

Miglior attore non protagonista in una miniserie o film
-Jeff Daniels, (Godless)
-Brandon Victor Dixon, (Jesus Christ Superstar)
-John Leguizamo, (Waco)
-Ricky Martin, (The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story)
-Edgar Ramirez, (The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story)
-Michael Stuhlbarg, (The Looming Tower)
-Finn Wittrock, (The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story)

Miglior attrice non protagonista in miniserie o film
-Sara Bareilles, (Jesus Christ Superstar)
-Penelope Cruz, (The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story)
-Judith Light, (The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story)
-Adina Porter, (American Horror Story: Cult)
-Merritt Wever, (Godless)
-Letitia Wright, Black Museum (Black Mirror)

Miglior film tv
-Fahrenheit 451
-Flint
-Paterno
-The Tale
-USS Callister (Black Mirror)

domenica 8 luglio 2018

Crossed

-L'unica verità a cui posso aggrapparmi mentre tutto intorno a me, si riduce in polvere.

-Penso alla quantità di ferite invisibili che riusciamo ad accumulare. Inferte al cuore, alla mente, a ogni fibra del nostro essere. Come mai resistiamo? Mi domando. Cos'è che ci fa andare avanti?

-Gli addii sono così. Non sempre si riesce ad essere del tutto presenti nel momento della separazione, per quanto dolorosa essa sia.

-Mi getta le braccia al collo e inizia a parlarmi all'orecchio. Parole solo per me, un ti amo che è pura poesia, e scalda il mio cuore raggelato. Grazie ad esse, da cenere e nulla torno ad essere carne e ossa.

-Ma l'amore ci spinge a guardare, guardare e guardare ancora. Ci fa notare il dorso di una mano, la forma di una nuca, un particolare modo di camminare. All'inizio siamo accecati dall'amore e vediamo la creatura amata come un tutto armonico o una meravigliosa somma di elementi altrettanto meravigliosi. Ma quando cominciamo a esaminare ogni singolo dettaglio e a porci delle domande (perché cammina così, perché chiude gli occhi in questo modo), possiamo innamorarci anche dei particolari, provando un sentimento che si rivela più complesso e, allo stesso tempo, più completo.

mercoledì 4 luglio 2018

Recensione La scatola dei bottoni di Gwendy- Stephen King/Richard Chizmar

Titolo: La scatola dei bottoni di Gwendy
Autore: Stephen King, Richard Chizmar
Editore: Sperling & Kupfer
Anno pubblicazione: 2018
Numero pagine: 256
Trama
Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male
Recensione
La scatola di bottoni di Gwendy è un racconto piuttosto breve, la storia si delinea in poche pagine e l'ho trovata carina e interessante ma priva di nozioni. Insomma poteva benissimo essere inserito all'interno di un'antologia di racconti. Detto questo, la storia è innovativa, il concetto del mondo nelle mani di un essere umano è alquanto affascinante, una sorta di Dio temporaneo che decide le sorti del pianeta in un breve lasso di tempo. Poteva essere sviluppata meglio? Assolutamente si, la storia poteva riempirsi di dettagli, così come i capitoli finali che potevano prendere gran parte della storia invece di essere relegati all'ultimo, la descrizione macabra al termine poteva ampliarsi e diventare il fulcro, cosa che invece non è accaduto. Un libro breve, da leggere in poche ore, quasi fosse una storia per bambini. Ecco, difatti leggendo il libro sembrava molto una favola per bambini, la cornice intorno al testo, frasi brevi, capitoli molto corti, illustrazioni nei vari capitoli. E' proprio questo scontro tra un libro che sembra dedicato a dei bambini e la trama in netto contrasto che ho molto apprezzato. Non c'è molto da aggiungere, un libro breve; vi consiglierei di aspettare la versione economica, visto che trovo 18€ un po' troppi considerato il contenuto, io difatti ho aspettato di trovarlo ad un mercatino dell'usato alla metà. Di facile comprensione, credo sia adatto ad un pubblico adolescenziale, non amante dei libri troppo lunghi, che voglia addentrarsi nel mondo di King.
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lunedì 2 luglio 2018

Recensione Origin-Dan Brown

Titolo: Origin
Autore: Dan Brown
Editore: Mondadori
Anno pubblicazione: 2017
Numero pagine: 560
Trama
Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all'avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell'umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l'ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un'amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall'eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all'improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l'affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l'inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull'orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch... e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.
Recensione
Origin è il quinto capitolo della saga di Robert Langdon, dopo aver visitato Roma, Parigi, Washington e Firenze, ci ritroviamo questa volta in Spagna.
Il professore è stato invitato da un suo amico, ex-studente Edmond ad una conferenza nel Guggenheim di Bilbao, in cui svelerà i più importanti segreti dell'universo!
Devo dire, che questo libro mi è piaciuto fin dalle prime pagine, la lotta tra scienza e religione è il principale cardine su cui ruotano le vicende della storia.
Ho apprezzato tantissimo le descrizioni dei luoghi, che studiando architettura, conoscevo molto bene, dal Guggenheim alla Pedrera, alla Sagrada Familia. Inutile negarvi che Gaudì è uno dei miei architetti preferiti, quindi forse è stato anche questo particolare dettaglio che mi ha spinto a leggerlo e finirlo in due giorni.  Ma non sarei del tutto onesta, Dan Brown, in tutti i suoi libri, è riuscito a coinvolgermi, amo le storie di cospirazioni, segreti, simboli nascosti e ogni volta è sempre più divertente cercare di scovare le soluzioni ancor prima di leggerle. In questo, ma come in tutti gli altri libri, si conosce fin da subito l'omicida, quello che si scoprirà alla fine è chi è il mandante. Dan Brown riesce sempre a sorprendere e alla fine scoprirete che in realtà il mandante è la persona meno probabile.
Religione e scienza, due modi agli antipodi di comprendere le Origini (da qui appunto il titolo) dell'Universo, da dove veniamo? Dove andiamo? Due domande che fanno molto discutere e a cui scienza e religione danno due visioni molto chiare e del tutto diverse tra loro. Chi avrà ragione? In questo libro troverete la risposta di Edmond, una risposta che sconvolgerà o forse neanche troppo la vostra visione del mondo. Devo ammetterlo, da atea e amante della scienza, le risposte di Edmond le trovo molto fattibili e non del tutto insensate. Ovviamente si tratta di un libro, quindi non so quanto siano veritiere molte questioni e neanche voglio entrare nel merito, non studio queste cose, non  è il mio campo, ma credo che la parte tecnologica si stia sviluppando in maniera esponenziale e che la premonizione di Edmond, possa essere un possibile futuro, chissà, lo scopriremo nel 2050.

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