giovedì 20 aprile 2017

Recensione "Venti racconti allegri e uno triste"

Titolo: Venti racconti allegri e uno triste
Autore: Mauro Corona
Editore: Mondadori
Anno pubblicazione:2012
Numero Pagine:151
Trama
Stanco di storie tristi, reali o immaginarie, Mauro Corona ha deciso che è arrivato il momento dell'allegria: basta disgrazie o morti ammazzati, esiste un tempo per la gioia. E quale modo migliore per rallegrarsi se non recuperando storie antiche perdute tra i boschi? "Barzellette letterarie" come quella di Rostapita, Clausura e Santamaria, riuniti per ammazzare il maiale ma troppo ubriachi per riuscirci davvero, o racconti che l'autore ha raccolto a Erto e dintorni, nei paesi e nelle osterie, come quello di don Chino, prete anziano, incapace di arrampicarsi fino alla casa più arroccata del borgo e di Polte che, per ripagarlo della mancata benedizione, quasi lo uccide lanciandogli addosso una forma di formaggio. Così, scolpiti dalle sapienti mani di Corona, momenti di vita di montagna, episodi tragicomici ed esilaranti diventano novelle, piccole grandi leggende da tramandare alle generazioni future.
Recensione
Questo libricino è un piccolo gioiello, non fatevi ingannare dal titolo, di allegro c'è ben poco come specifica lo stesso autore nella prefazione. Dalle pagine emergono storie di vita vera di persone del tutto sconosciute, a cui nessuno erigerà dei monumenti o ricorderà nella storia. Sono persone reali, persone con i loro difetti e Corona li elenca senza giri di parole, senza vergogna, perché meritano il rispetto di chiunque altro e i protagonisti potrebbero essere i nostri nonni, i nostri genitori, amici di famiglia; ed ecco quindi chi si ubriaca, chi va a puttane, chi non ha una lira, chi è tirchio o  chi fa di mestiere il bracconiere.  Sono persone a cui sono capitati degli avvenimenti rocamboleschi, da raccontare nelle osterie, che si tramandano da un paese all'altro fino a romanzare anche il più semplice accaduto e farlo diventare una vera storia. Corona ha collezionato le storie dei propri amici e conoscenti di montagna e parafrasando e aggiungendo quel pizzico di malinconia in ogni storia, ha creato un libro da leggere con passione, con facilità e con nostalgia, rimpiangendo quei vecchi tempi in cui le peripezie si raccontavano in un bar o tra vicini e non sui social. Quando bastava poco per creare un evento memorabile e non c'era nessuno a riprenderti con il telefono o a scriverlo su Facebook.
Ideale per chiunque abbia nostalgia del passato, per chi vuole leggere dei racconti brevi e mai noiosi!

L'amico boscaiolo e cacciatore andò dal prete che lo aveva sposato e, molto piano, gli disse che doveva "disposarlo", liberarlo cioè dal vincolo matrimoniale."Non si può", rispose il parroco."Come no? Allo stesso modo che lo ha fatto, lo può disfare. Si disfa anche un gomitolo di filo dopo averlo fatto.""Impossibile, il matrimonio si scioglie solo con la morte.""Allora devo ammazzarla?""No, no, si calmi, non faccia sciocchezze. Se proprio è tanto stufo la allontani.""Ho provato a spingerla via, è finita rotolando in fondo alle scale, ma è tornata su"


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